Scoperti 15mila euro in contante e oltre due etti di cocaina nel forno, arrestato lo spacciatore

Matteo
Di Matteo

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


Una segnalazione agli inquirenti della Squadra Mobile della Questura di Rimini ha indicato un cittadino straniero coinvolto in un traffico di cocaina nella zona di via Dario Campana. In seguito a questa informazione, sono stati avviati appostamenti per verificare la situazione. Nel tardo pomeriggio di mercoledì, gli agenti hanno riconosciuto il veicolo sospetto e, poco dopo, hanno identificato un individuo che corrispondeva alla descrizione del pusher. Questo soggetto, già noto alle forze dell’ordine per reati legati allo spaccio di cocaina, è stato fermato e, alla vista degli investigatori, ha cercato di nascondere un involucro nei pantaloni.

Preventivamente bloccato, ha ammesso di avere con sé cocaina per un peso totale di 6,7 grammi, sostenendo si trattasse di uso personale. Gli investigatori, però, non sono stati convinti dalla sua spiegazione e lo hanno incalzato per scoprire l’ubicazione del suo appartamento. Alla fine, l’uomo ha rivelato dove risiedeva, e all’interno dell’abitazione gli agenti hanno trovato una ragazza albanese. Non riuscendo a negare il evidente, ha confermato che si trattava della figlia, dichiarando che nel loro appartamento vi erano ulteriori parti di cocaina di sua proprietà, enfatizzando che la giovane era estranea alla situazione.

La perquisizione ha permesso di rinvenire tre panetti di cocaina, nascosti nel forno della cucina, per un peso complessivo di 215 grammi, insieme a un bilancino di precisione e materiale destinato al confezionamento delle dosi. Inoltre, è stata trovata una somma di 10.000 euro in un cassetto, e ulteriori 4.700 euro in un secondo stipo, per un totale di 14.700 euro, presunti proventi dell’attività di spaccio. Dopo il trasferimento in Questura per le pratiche di rito, è emerso che l’uomo aveva già avuto problemi con la giustizia nel 1998 per un’associazione legata al narcotraffico. Il pubblico ministero ha così disposto il suo arresto, e al termine degli accertamenti, è stato trasferito nel carcere dei “Casetti” a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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