Octo-Blu: rilascio in mare di polpi allevati per contrastare il granchio blu a metà agosto

Matteo
Di Matteo
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È stata annunciata a metà agosto la liberazione in mare di mezzo milione di piccoli polpi al largo delle coste di Riccione e Cesenatico. L’obiettivo è testare l’efficacia del polpo nel contenere la proliferazione del granchio blu, di cui è un predatore naturale. Questo rilascio segna un passo significativo nel progetto Octo-Blu, avviato grazie alla collaborazione tra la Regione Emilia-Romagna e l’Università di Bologna.

Il gruppo di ricerca universitario è guidato dal professor Oliviero Mordenti e dal dottor Antonio Casalini, entrambi del dipartimento di scienze mediche veterinarie. Gli esperimenti condotti in laboratorio hanno mostrato che una dieta a base di crostacei migliora notevolmente la capacità riproduttiva delle femmine di polpo. È emerso inoltre che un esemplare adulto di polpo può catturare e uccidere in pochi secondi un crostaceo del peso di mezzo chilo, dimostrando la sua validità come predatore del granchio blu.

Una sfida importante sarà l’adattamento di questi polpi ai fondali sabbiosi del mare Adriatico. La sperimentazione è avviata nelle acque di Riccione, dove sono presenti barriere sommerse e strutture anti-erosione in cemento, come i moduli WMesh. Questi elementi, già installati negli anni passati, hanno creato habitat marini ricchi di biodiversità, favorevoli all’insediamento dei giovani polpi. A maggio 2026, saranno aggiunte nuove strutture nel tratto di costa tra Misano e piazzale Roma a Riccione, grazie alla collaborazione con un’associazione di subacquei.

Il progetto, proposto dall’Università nell’ambito del Feampa, è finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e gestito dal Centro universitario di produzioni ittiche di Cesenatico, specializzato in acquacoltura e conservazione delle popolazioni ittiche.

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