Scuole aperte dal 31 agosto a Rimini: avviata la sperimentazione con attività per 340 bambini

Matteo
Di Matteo
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Due settimane di attività educative, laboratori, giochi e movimento accompagneranno i bambini nel loro ritorno a scuola, offrendo supporto alle famiglie negli ultimi giorni prima delle lezioni. A Rimini debutta il progetto “Scuole aperte 2026”, promosso dalla Regione Emilia-Romagna, con un totale di 340 posti disponibili nelle scuole primarie locali.

L’iniziativa si svolgerà dal 31 agosto al 14 settembre. Ogni mattina, dalle 8:30 alle 12:30, le scuole aderenti accoglieranno gli alunni che frequenteranno la seconda, terza, quarta e quinta elementare, proponendo attività educative, ricreative e sportive sia all’interno delle strutture scolastiche che, quando possibile, negli spazi esterni.

Nei plessi statali che partecipano mediante il Comune di Rimini si offrono 160 posti: 40 ciascuno negli istituti comprensivi Centro Storico, Miramare, XX Settembre e Alighieri. La gestione delle attività sarà curata da un raggruppamento temporaneo composto da Il Millepiedi, Proges e Cad; per l’Istituto comprensivo Miramare, il servizio sarà gestito da Rimini Terme.

In aggiunta, gli istituti che optano per la gestione diretta metteranno a disposizione altri 180 posti. La scuola Sant’Onofrio offrirà 20 posti, Maria Ausiliatrice 40, Maestre Pie 50, Redemptoris Mater 20 e il 6° Circolo Didattico 50, che organizzeranno autonomamente le attività con il proprio personale.

Le domande per partecipare potranno essere presentate fino alle 13 del 5 agosto, tramite invio del modulo tramite Pec o consegna presso gli uffici del Settore Educazione del Comune. Le graduatorie saranno pubblicate sul sito dell’amministrazione comunale e comunicate via e-mail alle famiglie.

Nel caso in cui le domande superassero i posti disponibili, verranno applicati i criteri della Regione, che danno priorità ai bambini con disabilità certificata o seguiti dai servizi sociali, alle famiglie con entrambi i genitori lavoratori, e successivamente a quelle con un solo genitore occupato. Le situazioni di nuclei monogenitoriali e i casi legati a percorsi di protezione per violenza di genere saranno equiparati.

L’iniziativa rappresenta un investimento significativo nelle famiglie e nella qualità del tempo educativo. Questa sperimentazione regionale si basa su un lavoro condiviso tra scuole, Comune e Regione, creando un’opportunità importante per gli studenti e le loro famiglie. Il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche amplia l’offerta educativa in un periodo delicato, fornendo un supporto concreto alla comunità.

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