Rimini si conferma tra le province italiane con il più basso tasso di mortalità per incidenti stradali. Questo risultato è emerso da un’analisi del tasso di mortalità per incidenti stradali ogni 100 mila abitanti nel triennio 2022-2024. Negli ultimi vent’anni, i decessi sulle strade sono scesi da 29 nel 2000 a 4 nel 2024, con una previsione di ulteriore riduzione a 3 nel 2025. Complessivamente, dal 2000 al 2024, il numero delle vittime si è ridotto dell’86,21%.
L’analisi ha messo in risalto come Rimini si collochi nella parte medio-bassa della classifica rispetto ad altre province italiane, caratterizzandosi per un’incidenza degli incidenti mortali notevolmente inferiore rispetto alla media nazionale. Al contrario, le province con i tassi di incidentalità più elevati occupano le prime posizioni della graduatoria.
A livello nazionale, l’incremento delle sanzioni per chi provoca incidenti mortali non ha portato a una significativa diminuzione delle vittime. Nel 2024, i morti sulle strade italiane hanno superato i 3.000, con una media di oltre otto decessi al giorno. Le denunce rimangono sostanzialmente stabili, e gran parte degli incidenti mortali è dovuta a sinistri con un solo veicolo o a investimenti di pedoni, frequentemente attribuibili a distrazione, eccesso di velocità o criticità infrastrutturali.
Nel contesto riminese, i dati del report comunale per il 2024 mostrano una diminuzione degli incidenti stradali da 2.585 nel 2000 a 1.383 nel 2024, ovvero un calo del 46,5%. Anche il numero dei feriti è sceso da 2.448 a 996 (-59,31%), mentre i decessi sono passati da 29 a 4 (-86,21%).
Il 2025 conferma questa tendenza, con la Polizia locale che ha registrato 1.381 incidenti, di cui 782 con feriti e 3 sinistri mortali. Tuttavia, rimangono sotto osservazione i comportamenti a rischio, con 42 incidenti correlati alla guida sotto l’influenza di alcol o sostanze stupefacenti e 47 casi di omissione di soccorso.
L’assessore alla Sicurezza ha sottolineato come il risultato raggiunto confermi l’efficacia di un lavoro costante. L’aumento dei controlli e la continuità delle politiche per la sicurezza hanno contribuito a ridurre sia il numero dei sinistri sia quello degli incidenti mortali. Questi risultati derivano anche da una trasformazione urbana incentrata sulla mobilità sostenibile, il contenimento della velocità, la sostituzione di semafori con rotatorie, il rafforzamento della videosorveglianza e l’impegno quotidiano delle forze dell’ordine sul territorio.
