La Regione Emilia-Romagna ha deciso di interrompere il blocco alla circolazione dei veicoli diesel euro 5, dopo aver consultato le altre Regioni del bacino Padano. In conformità con la normativa nazionale, la giunta ha elaborato un pacchetto di misure alternative e compensative che garantirà una riduzione delle emissioni inquinanti superiore a quella che si sarebbe ottenuta con il blocco programmato dal 1° ottobre.
Le misure comprendono il posticipo al 1° novembre dell’accensione degli impianti di riscaldamento civile nelle aree di pianura. Inoltre, in caso di emergenze per la qualità dell’aria, saranno rafforzate le limitazioni all’uso degli impianti domestici a biomassa. Le restrizioni sulla circolazione dei veicoli privati saranno ampliate di un’ora, dalle 8 alle 19. Contestualmente, la giunta destinerà 10 milioni di euro per incentivare la sostituzione degli impianti di riscaldamento più inquinanti con pompe di calore, anche in abbinamento a impianti fotovoltaici.
Queste misure, previste dalla normativa nazionale, interessano circa 90 mila veicoli diesel euro 5 nei nove Comuni con più di 100 mila abitanti: Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì e Rimini. L’assessora regionale all’Ambiente e alla Mobilità ha presentato le misure ai 207 Comuni coinvolti, durante un incontro organizzato dalla Regione.
L’obiettivo è utilizzare appieno gli strumenti legislativi per implementare misure che garantiscano una riduzione significativa delle emissioni inquinanti, evitando un impatto negativo sulla vita quotidiana di migliaia di persone e sulle attività economiche, già colpite dall’aumento dei costi energetici. È una soluzione che concilia la tutela dell’ambiente con la sostenibilità sociale.
Il bacino padano presenta un panorama complesso riguardo alla qualità dell’aria. Pertanto, secondo il Piano regionale, è necessario intervenire su tutte le principali fonti di emissione. Per questo motivo, si posticiperà l’avvio della stagione termica e si rafforzeranno le limitazioni per gli impianti a biomassa più inquinanti. Sarà fondamentale un confronto con le regioni del Bacino Padano, in quanto la qualità dell’aria non rispetta i confini amministrativi e richiede politiche coordinate.
Negli ultimi mesi, la Regione ha lavorato per identificare soluzioni compensative efficaci e misurabili, in linea con la legislazione nazionale, al fine di migliorare la qualità dell’aria tutelando la salute dei cittadini e minimizzando l’impatto su famiglie e attività economiche. A tal fine, a fine luglio, l’Assemblea legislativa ha approvato una specifica norma proposta dalla Giunta regionale.
Le misure compensative identificano tre interventi per garantire una riduzione delle emissioni equivalente a quella prevista con il blocco dei diesel euro 5. Due di queste misure riguarderanno un’area geografica più ampia, comprendente i Comuni delle zone di Pianura est, Pianura ovest e l’agglomerato di Bologna.
La prima misura si concentra sul riscaldamento civile. A partire dalla prossima stagione, l’accensione degli impianti sarà posticipata al 1° novembre. Per i Comuni della zona climatica E, che avrebbero dovuto attivare gli impianti dal 15 ottobre, il periodo di accensione sarà ridotto di quindici giorni. Anche i Comuni in zona climatica D, come Forlì e Forlimpopoli, seguiranno questa nuova data. Questa misura si applicherà anche agli impianti a biomassa, ad eccezione di strutture come ospedali e scuole.
In caso di esigenze particolari, i sindaci potranno modificare mediante ordinanza i periodi di esercizio e la durata giornaliera degli impianti termici, stabilendo anche limitazioni alla temperatura massima consentita negli ambienti.
Le altre due misure entreranno in vigore durante le emergenze per la qualità dell’aria. Sarà ampliato l’orario di applicazione delle limitazioni alla circolazione dei veicoli privati, che passerà dalle 8 alle 19 nei Comuni con più di 30.000 abitanti e nei Comuni dell’agglomerato di Bologna.
Infine, sarà vietato l’uso di impianti di riscaldamento civile alimentati a biomassa che non rispettano almeno la classe emissiva 5 stelle, includendo anche quelli a 4 stelle.
In aggiunta a queste misure, la Regione intende incentivare la sostituzione degli impianti di riscaldamento più inquinanti. La Giunta ha presentato un progetto al ministero dell’Ambiente per un “Bando per la sostituzione di impianti inquinanti con pompe di calore”, con un finanziamento previsto di 10 milioni di euro, destinato ai residenti nei Comuni delle zone di pianura dell’Emilia-Romagna.
Il progetto è attualmente in attesa di approvazione. Solo dopo la concessione del finanziamento, la Regione procederà con l’approvazione del bando.
Questo intervento rientra in un quadro di azioni già intraprese dalla Regione per ridurre le emissioni derivanti dal riscaldamento civile. Dal 2021 a oggi, la Regione ha investito circa 40,6 milioni di euro per la sostituzione di generatori a biomassa inquinanti con impianti a 5 stelle o pompe di calore.
