La Regione Emilia-Romagna si appresta a presentare entro il 30 ottobre un programma straordinario di opere per la prevenzione e la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico, con un investimento di 919 milioni di euro distribuiti su dodici anni a partire dal 2027. La vice capogruppo del Pd, Alice Parma, ha sottolineato l’importanza di questo intervento in relazione alla ricostruzione post alluvione in Emilia-Romagna.
Dalla risposta all’interrogazione emerge un dato significativo: il programma straordinario rappresenta una risposta concreta ai 919 milioni destinati alla regione. Parma ha enfatizzato l’urgenza di trasformare questo piano in azioni pratiche nel più breve tempo possibile.
Per quanto riguarda la ricostruzione pubblica, sono stati programmati 6.011 interventi per un valore complessivo di circa 2,5 miliardi di euro, di cui il 73% è già stato completato. Inoltre, sono stati concessi 360 milioni di euro in contributi a famiglie, imprese e Terzo settore, con 224,5 milioni già erogati.
Parma ha rimarcato l’importanza del lavoro svolto in questi anni e ha affermato la necessità di continuare fino al completamento degli interventi previsti, sottolineando l’importanza di un miglioramento nella prevenzione.
Per quanto concerne il territorio riminese, la sicurezza idrogeologica è un tema cruciale. Parma ha segnalato che dalla gestione del sistema del Marecchia al bacino dell’Uso-Conca, passando per le aree collinari e costiere, è necessaria una pianificazione che integri manutenzione, prevenzione e opere strutturali. Ha quindi richiamato l’attenzione sulle esigenze di Comuni dell’area, che richiedono risposte tempestive e investimenti.
Riguardo alle risorse, Parma ha avvertito che i quasi 500 milioni disponibili per la fase 2 potrebbero non essere sufficienti a coprire il fabbisogno della ricostruzione. Sono necessarie scelte basate su criteri oggettivi e trasparenti, tenendo conto delle specificità locali.
Infine, la consigliera ha concluso con un appello per una strategia a lungo termine. Ha evidenziato che il progresso nella ricostruzione deve tradursi in una strategia strutturale di prevenzione, con risorse adeguate e interventi specifici anche nel riminese. La sfida successiva all’emergenza e alla ricostruzione è quella di costruire un territorio più sicuro e resiliente, in cui la prevenzione non venga posticipata a eventi futuri.