Indagine su operatori socio-sanitari per maltrattamenti ai pazienti

Redazione

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


Sette operatori sociosanitari di una struttura privata di Rimini sono attualmente sotto indagine per presunti maltrattamenti. Le indagini hanno rivelato comportamenti inaccettabili, tra cui insulti, percosse come schiaffi e spintoni, uso prolungato di mezzi di contenimento, mancanze igieniche e minacce nei confronti di un paziente completamente disabile. Il caso è gestito dal sostituto procuratore Davide Ercolani, il quale ha richiesto l’applicazione di misure cautelari nei confronti degli indagati. Le prove a sostegno delle accuse comprendono registrazioni audio e video insieme alla testimonianza di una parente del paziente.

Il paziente, in origine autosufficiente per le attività quotidiane, è stato trasportato in ospedale una notte a causa di una caduta accidentalmente avvenuta. Al pronto soccorso, i medici hanno riscontrato varie fratture, inclusi danni a spalla, piede e naso. La famiglia, ipotizzando che la caduta fosse il risultato di maltrattamenti, ha presentato denuncia ai carabinieri nel marzo del 2025. Le indagini, scattate in seguito, hanno documentato una serie di abusi verbali e fisici. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il paziente disabile è deceduto e i suoi familiari hanno contattato l’avvocato Luca Greco. Sebbene i due eventi, il decesso e i maltrattamenti, non siano attualmente connessi nelle indagini, la Procura di Rimini ha richiesto un anno dopo la denuncia l’applicazione di misure cautelari nei confronti degli operatori sociosanitari.

Il giudice per le indagini preliminari di Rimini ha riconosciuto la presenza di indizi di colpevolezza, ma ha ritenuto che non ci siano esigenze cautelari, data la tempistica degli eventi. La Procura ha deciso di appellare la decisione e ora si attende il pronunciamento del Tribunale del Riesame di Bologna. Indipendentemente dalla misura cautelare, l’inchiesta è quasi conclusa e sembra probabile una richiesta di rinvio a giudizio. Gli operatori sociosanitari sono difesi dagli avvocati Enrica Vasini e Paolo Gasperoni.

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