Bonifica da 890mila euro per Ex Metalcrome a San Giovanni in Marignano

Redazione

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


La bonifica dell’ex Metalcrome di San Giovanni in Marignano, in provincia di Rimini, rappresenta l’inizio dell’iniziativa “Incontro ai territori” promossa dalla giunta regionale dell’Emilia-Romagna. Durante un sopralluogo nel cantiere di via degli Olmi, l’assessora regionale all’ambiente, Irene Priolo, ha osservato i lavori finalizzati al recupero di un’area di circa 4.000 metri quadrati, contaminata a causa di decenni di lavorazioni industriali.

### La storia del sito

La Metalcrome ha operato nella cromatura e nella zincatura nella zona industriale del comune dal 1990 fino al 2010, anno del fallimento. Nel 2012, il cedimento di una vasca all’interno di un capannone ha causato uno sversamento di soluzioni chimiche, portando a un intervento di messa in sicurezza d’emergenza del sito.

L’area è classificata come “sito orfano”, ossia un luogo compromesso da contaminazione per il quale non è possibile identificare il responsabile dell’inquinamento, il quale potrebbe non essere più presente o non adempiere agli obblighi normativi.

### Le risorse e i lavori

Il comune di San Giovanni in Marignano è il soggetto attuatore del risanamento, finanziato con risorse Pnrr destinate alla regione Emilia-Romagna. La prima fase dei lavori si è svolta tra luglio 2024 e gennaio 2026, senza raggiungere la completa decontaminazione. Nel marzo 2026, il comune ha ricevuto ulteriori 500.000 euro dal ministero, che si aggiungono ai 390.173 euro già stanziati, raggiungendo un totale di oltre 890.000 euro.

Le nuove risorse, approvate da Arpae e prorogate fino a giugno 2027, permetteranno di affrontare la parte più problematica dell’area, intervenendo sul cosiddetto hot-spot, cioè la porzione maggiormente contaminata.

Durante il sopralluogo era presente anche la sindaca di San Giovanni in Marignano, Michela Bertuccioli.

### Le parole dell’assessora

L’assessora Priolo ha dichiarato che il percorso di recupero dei siti orfani si avvia verso la conclusione. L’Emilia-Romagna, dopo aver superato il target Pnrr che prevedeva la riqualificazione di almeno il 70% della superficie dei siti orfani entro marzo 2026, è nella fase finale del programma. Riqualificare questi luoghi permette di affrontare ferite ambientali aperte e di restituire aree compromesse alle comunità. Tale intervento unisce la tutela dell’ambiente, la sicurezza del territorio e un uso responsabile del suolo. L’attività nell’ex Metalcrome, secondo l’assessora, segue questa direzione, puntando a bonificare le zone contaminate e restituire gradualmente l’area ai cittadini. Grazie alla collaborazione con i Comuni, Arpae e altri soggetti coinvolti, si sta intervenendo sulle fonti di contaminazione, valorizzando spazi già urbanizzati e senza consumare nuove terre.

### I siti orfani in regione

In Emilia-Romagna sono attualmente 17 i siti orfani individuati nel programma regionale di bonifica, sostenuto da 27 milioni di euro. Questi siti comprendono ex officine, fonderie, fabbriche di vernici, ceramiche e depositi di ordigni bellici, tutti abbandonati e lasciati con aree contaminate. Gli interventi, prevalentemente conclusi o in fase finale, coinvolgono 15 amministrazioni comunali: Piacenza, Reggio Emilia, Casalgrande, Albinea, Modena, Sassuolo, Castelvetro di Modena, Marano sul Panaro, Campogalliano, Spilamberto, Budrio, Ferrara, Bondeno, Terre del Reno e San Giovanni in Marignano.

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