In occasione della 76esima Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, è stata presentata un’analisi dei dati sugli infortuni nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, basata su informazioni Inail dal 2021 al 2025, con i dati parziali dei primi sette mesi del 2026. Il quadro è preoccupante: nel 2025 si sono registrate 19.620 denunce di infortunio, pari a circa 54 al giorno, con un incremento del 9,1% rispetto al 2021. Nei primi mesi del 2026 si sta evidenziando un’ulteriore accelerazione di questo trend.
Il 2022 ha segnato un incremento significativo, con un aumento del 7,7% delle denunce. Da quel momento, il numero di denunce è rimasto costante tra 19.000 e 19.600 all’anno. Gli infortuni riconosciuti, ossia quelli accertati come avvenuti per causa di lavoro, sono stati 12.435 nel 2025, con una media di circa 34 al giorno, e un aumento del 5,7% rispetto al 2021.
I casi gravi, definiti come quelli con inabilità superiore ai 40 giorni, continuano a mantenere livelli elevati. Nel 2025 sono stati segnalati 2.859 casi, equivalenti a circa otto al giorno, in calo rispetto ai 3.196 del 2023, l’anno con il numero più alto. Sebbene ci sia stata una diminuzione dell’8,4% negli ultimi dodici mesi, questo segnale positivo deve essere considerato con cautela, dato che le denunce complessive continuano a crescere.
Per quanto riguarda le province, Forlì-Cesena si posiziona come quella con il numero maggiore di denunce e infortuni gravi. Nel 2025, le denunce sono arrivate a 7.247, con un incremento del 5,3% rispetto al 2024. Gli infortuni riconosciuti si sono attestati a 4.672, sostanzialmente stabili rispetto al 2021, mentre i casi gravi sono stati 1.217. Il 2023 ha visto il picco con 1.402 casi, e la diminuzione dell’ultimo anno del 6,3% non basta a rassicurare.
È preoccupante notare la crescente distanza tra le denunce presentate e quelle accolte. La percentuale di denunce riconosciute è scesa dal 67,9% al 64,5%, segnando il calo più significativo della Romagna. Nei settori, la manifattura rappresenta il 20,7% delle denunce, mentre il commercio e le costruzioni mostrano un incremento, contrariamente alla sanità che ha visto una diminuzione del 27,4% negli ultimi cinque anni, anche se ha registrato un aumento del 16,5% nell’ultimo anno.
A Ravenna, le denunce totali hanno raggiunto 7.171, il valore più alto registrato, con un incremento del 12,3% rispetto al 2021. Anche gli infortuni riconosciuti hanno mostrato un aumento significativo, passando da 4.007 a 4.452 (+11,1%). La percentuale di denunce riconosciute è però la più bassa della Romagna, attorno al 62%.
Ravenna è l’unica provincia in cui i casi gravi sono superiori rispetto a cinque anni fa, con 866 casi, ovvero un aumento del 6,3% rispetto ai 815 del passato. La diminuzione dell’8,1% nel 2025 è un segnale positivo, ma il numero rimane elevato, con quasi due casi gravi e mezzo al giorno. Settori come il commercio e le costruzioni hanno registrato incrementi significativi.
Nella provincia di Rimini, i casi gravi sono diminuiti significativamente, passando da 913 a 776 in cinque anni, con un calo del 15%, e un’ulteriore diminuzione dell’11,7% nell’ultimo anno. Tuttavia, nel 2025 le denunce sono aumentate, attestandosi a 5.202, con un incremento dell’11,2% rispetto al 2021. Gli infortuni riconosciuti sono stati 3.311, con un calo della quota di riconoscimenti.
Il settore con il maggior numero di denunce a Rimini è quello dell’alloggio e ristorazione, contribuendo al 12,2% del totale. Il commercio ha visto un incremento del 27,8% negli ultimi cinque anni e la sanità ha registrato 532 casi. Le costruzioni, pur con un calo recente, sono state nuovamente scosse da un incidente mortale avvenuto in un cantiere.
Nei primi sette mesi del 2026, la situazione non segna un’inversione di tendenza. Le denunce in Romagna sono state 12.392, in aumento rispetto alle 11.493 dello stesso periodo del 2025, con un incremento del 7,8%. La media delle denunce quotidiane è salita a circa 58. Rimini ha registrato la crescita più significativa, seguita da Forlì-Cesena e Ravenna.
In conclusione, la Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro è un importante momento di riflessione e di rispetto per le famiglie colpite. È essenziale mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza sul lavoro e impegnarsi costantemente per migliorare le condizioni lavorative. È necessaria una collaborazione attiva tra istituzioni e tutti i soggetti coinvolti per incrementare la frequenza degli incontri e definire obiettivi condivisi. Le priorità devono includere controlli mirati nei luoghi di lavoro ad alto rischio, una formazione continua adeguata, e una valorizzazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. La promozione della cultura della sicurezza comincia già nelle scuole. La sicurezza deve essere vista come un valore fondamentale, un investimento nelle persone e nella comunità.