Christa Pike, l’unica donna nel braccio della morte del Tennessee, ha deciso di non richiedere un pasto speciale prima dell’esecuzione del 30 settembre. Condannata per l’omicidio di Colleen Slemmer nel 1995, ha richiesto che i 20 dollari previsti per il pasto fossero utilizzati per acquistare pizze da destinare ai senzatetto di Nashville. Poiché le norme carcerarie vietano donazioni dirette da parte dei condannati, la richiesta è stata sostenuta da un’iniziativa esterna. Grazie a una raccolta fondi avviata su Instagram dal suo team legale e da un’associazione locale, è stato possibile raccogliere fondi sufficienti per nutrire oltre 85 persone bisognose nel centro della città. I legali di Pike hanno collegato il gesto al suo passato, segnato da esperienze di forte marginalità sociale e abusi durante l’adolescenza.
La scelta di non usufruire del pasto speciale, confermata dal Dipartimento penitenziario del Tennessee, ha suscitato inizialmente speculazioni su una possibile strategia di auto-disidratazione. In ambito medico-legale è noto che una grave disidratazione può rendere difficoltosa la localizzazione dei vasi sanguigni, complicando l’esecuzione dell’iniezione letale. Tuttavia, tale teoria è stata smentita dai funzionari della prigione di Riverbend e dal suo team difensivo, poiché Pike ha regolarmente assunto liquidi e cibo standard prima della procedura.
L’esecuzione con iniezione letale è fallita dopo la somministrazione di due dosi di pentobarbital. Pike ha sopravvissuto e è stata trasferita d’urgenza in ospedale in condizioni critiche. Il suo avvocato ha confermato un miglioramento delle condizioni di salute e il successivo ritorno della donna nel penitenziario, dove continua a ricevere trattamenti medici e ha ricominciato a camminare per brevi tratti nel suo spazio.