L’imprenditore riminese interviene alla Camera dei Deputati sul Made in Italy.

Redazione

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


Dalla Romagna al Regno Unito, i sapori della tradizione vengono portati nel mondo. Fabrizio Nanni, giovane imprenditore riminese e Ceo di Pasital, ha partecipato il 13 ottobre alla Camera dei Deputati, a Roma, alla conferenza “Italia & Regno Unito – Iniziative e sostegno ai buyers internazionali del Made in Italy”, organizzata dal deputato Simone Billi.

L’incontro ha messo in evidenza le opportunità commerciali offerte dal mercato britannico e gli strumenti necessari per rafforzare la presenza delle imprese italiane all’estero. Questo tema è particolarmente rilevante per Nanni, il cui marchio Pasital distribuisce pasta fresca all’uovo, pasta ripiena, piadina romagnola e altre specialità locali sia in Italia che nei mercati internazionali.

“L’italianità non è solo un’etichetta, ma un sistema. La filosofia della mia azienda è semplice: pensa locale, agisci globale,” ha affermato Nanni, sottolineando l’importanza di valorizzare le radici territoriali per penetrare nuovi mercati. Ha messo in evidenza il potenziale del Regno Unito, dove il comparto alimentare italiano rappresenta una parte significativa delle transazioni commerciali.

Per Nanni, sostenere l’internazionalizzazione significa affiancare le piccole e medie imprese, facilitando l’accesso ai compratori britannici e garantendo al contempo l’autenticità dei prodotti italiani contro la concorrenza dell’Italian sounding. “Chi acquista una vera piadina romagnola non compra solo un impasto di farina e acqua; acquista la Romagna e la sua tradizione,” ha detto, sottolineando come l’origine autentica costituisca un valore distintivo sui mercati globali.

Quella di octore è stata un’occasione di ritorno per il Ceo di Pasital, che lo scorso febbraio ha ricevuto il Brand Ambassador Award dall’associazione Italian Producers, quale “Eccellenza italiana per la Promozione del Made in Italy”. Questo riconoscimento incoraggia la sfida imprenditoriale di far conoscere anche nel Regno Unito i sapori autentici della tradizione romagnola. “Il Made in Italy, quando è autentico, non deve cambiare pelle per diventare globale; deve solamente trovare chi, nel mondo, è pronto a riconoscerne il vero valore,” ha concluso Nanni.

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