A Rimini, le abitazioni non occupate ammontano a 14.222, corrispondenti al 17,7% del totale immobiliare. Gli annunci di affitti brevi presenti online sono 495, equivalenti a circa lo 0,62% delle 80.430 abitazioni della città. Questi dati sono alla base delle considerazioni di Giovanni Vaccari, portavoce di Property Managers Italia per l’Emilia-Romagna, in seguito alla recente sentenza della Corte costituzionale che ha annullato due articoli della legge regionale sulle locazioni brevi.
La sentenza numero 164 del 2026 ha dichiarato non valide le disposizioni 4 e 5 della legge regionale numero 10 del 2025, a seguito di un ricorso governativo. Vaccari ha accolto positivamente la decisione, evidenziando l’importanza di avere regole chiare per proprietari e professionisti del settore. Ha sottolineato come il focus dell’amministrazione si stia concentrando sugli affitti brevi, trascurando l’emergenza abitativa e la necessità di politiche che ottimizzino l’uso del patrimonio immobiliare.
Secondo Vaccari, non tutte le abitazioni non occupate sono destinate alla locazione, ma ritiene fondamentale approfondire questo tema. Ha invitato a riflettere sul perché il dibattito si concentri sugli affitti brevi, che rappresentano solo lo 0,62% del totale, senza affrontare le cause strutturali delle difficoltà nel trovare una casa.
Le motivazioni dietro la scelta di non affittare includono la paura della morosità, le complicazioni nel recupero dell’immobile, i costi di manutenzione, la burocrazia e l’incertezza normativa. Per incentivare i proprietari a mettere le abitazioni sul mercato delle locazioni residenziali, Vaccari propone interventi comunali come agevolazioni sull’IMU per i contratti di locazione concordata, fondi di garanzia contro il rischio di morosità e incentivi per la ristrutturazione degli immobili non abitabili. È necessaria anche una semplificazione delle procedure e regole stabili che diano maggior sicurezza ai proprietari. L’obiettivo dovrebbe essere quello di rendere l’affitto a residenti, studenti e lavoratori più conveniente e sicuro, incrementando l’offerta abitativa.
Vaccari ha ribadito che il diritto alla casa è fondamentale, ma non può essere tutelato scaricando sulle proprietà private le responsabilità legate alle carenze dell’edilizia sociale e delle politiche pubbliche. Punire indiscriminatamente chi utilizza legittimamente il proprio immobile non contribuisce a una soluzione efficace del problema abitativo.
L’associazione insiste sulla necessità di stabilire regole equilibrate che proteggano la proprietà privata e riconoscano l’importanza del settore turistico. La difesa della proprietà privata e della libertà d’impresa è un valore fondamentale. È essenziale affrontare l’emergenza abitativa con politiche mirate, piuttosto che cercare capri espiatori. È tempo che le istituzioni si concentrino sui reali problemi.