Rimini è al centro di un dibattito sulla partecipazione dei giovani alla vita sociale e culturale. Mattia Metuli, riminese di 25 anni e membro di Alcatraz Comix, ha avviato una riflessione attraverso i social, in seguito al suo intervento al talk di CoRNer Giovani, organizzato durante il Festival delle Giovani Generazioni. Le sue parole, condivise da molti, pongono una domanda cruciale: quanto spazio reale viene concesso ai giovani dopo che sono stati invitati a condividere le loro idee?
La critica di Alcatraz Comix non si rivolge agli organizzatori o ai partecipanti, i quali hanno avuto l’opportunità di presentare collettivi, professionisti e progetti locali. Tuttavia, il tema centrale riguarda la modalità di realizzazione di alcune iniziative. Limitarsi a dare pochi minuti per presentarsi e considerare concluso un evento può risultare insufficiente. Sebbene negli anni Rimini abbia promosso momenti di ascolto rivolti alle nuove generazioni, Alcatraz evidenzia che il passo fondamentale è quello di permettere a chi avanzava idee di partecipare attivamente alla loro realizzazione, garantendo autonomia, responsabilità e strumenti adeguati.
Il collettivo propone di istituire un dialogo con il Comune e le realtà locali. Se un evento è dedicato ai giovani, la proposta è di coinvolgerli anche nella sua progettazione, dalle scelte iniziali ai dettagli organizzativi. Questo richiede risorse, spazi, formazione e professionisti pronti a supportare i progetti. L’idea centrale è che le opportunità di esperienza non possono essere demandate a chi non ha mai avuto modo di acquisirle.
Questa questione si collega anche al futuro economico e culturale della città. Nel centro storico, le attività cambiano frequentemente, rendendo complesso e rischioso avviare nuovi progetti. Si pone così una domanda fondamentale sul futuro: chi aprirà nuovi negozi, locali e spazi culturali tra dieci anni? Alcatraz sottolinea che parte della risposta sta nelle generazioni attuali tra i venti e i trent’anni, che devono essere messe in condizione di poter sperimentare sin da subito.
In aggiunta, si discute dell’importanza del linguaggio utilizzato. Utilizzare termini come “Gen Z” o imitare il gergo dei social non basta a rendere un’iniziativa autenticamente vicina ai ragazzi. Ci si espone al rischio di un approccio paternalistico. La distinzione non risiede nel tono della comunicazione, ma nello spazio che si è disposti a concedere.
In seguito alle reazioni sui social, Alcatraz Comix intende coinvolgere associazioni, collettivi, artisti, studenti, commercianti e professionisti per raccogliere proposte da trasformare in un manifesto da presentare all’amministrazione. L’obiettivo non è creare un conflitto con il Comune, né sminuire quanto fatto finora, ma percorrere un ulteriore passo avanti: passare dall’ascolto alla coprogettazione e dalla semplice partecipazione alla concreta possibilità di azione, permettendo ai giovani e alle nuove realtà di assumersi vere responsabilità. Alcatraz Comix offre il proprio spazio, contatti, esperienza e volontà di contribuire a un dialogo che vada oltre le dichiarazioni formali.