Riccione Coraggiosa si astiene dal voto nel consiglio sul project financing del porto di Riccione

Redazione

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


Al consiglio comunale di Riccione del 22 ottobre, Riccione Coraggiosa ha deciso di non partecipare al voto riguardo alla modifica del piano triennale degli investimenti. Questa modifica prevedeva l’inserimento delle opere per l’arredo urbano della darsena di Levante attraverso un project financing o un progetto pubblico-privato.

La posizione espressa evidenzia che il meccanismo proposto collega il rifacimento del porto all’affidamento di circa 100 concessioni balneari, una scelta che l’associazione considera ingiusta e contraria agli interessi dei cittadini.

Il nodo centrale riguardante le concessioni è chiaro: l’associazione non intende ancorare la propria azione politica a pratiche che difendono gli interessi di pochi a scapito della comunità riccionese. Si sottolinea inoltre che la delibera votata in consiglio non menzionava il consorzio costituito da alcuni concessionari balneari uscenti né le precedenti delibere in materia, pur essendo il voto propedeutico alla continuazione dell’iter.

Riccione Coraggiosa propone, come alternativa, l’attivazione di bandi separati o che raggruppino al massimo due zone e un bar, per ampliare la partecipazione a un numero maggiore di soggetti, comprese nuove iniziative imprenditoriali. Si suggerisce inoltre l’introduzione di un canone comunale, in aggiunta a quello statale, collegato a premi per la gestione diretta delle attività.

Il comunicato richiama una recente sentenza, che ha condannato il pagamento di 15,5 milioni di euro, come ulteriore motivazione per rivedere la strategia. Vengono citati anche esempi a livello nazionale dove bandi con canone comunale hanno generato rialzi considerevoli, fino a 12 volte la base d’asta, in città meno importanti turisticamente rispetto a Riccione.

Si pongono quesiti sulla validità delle cifre proposte, con 4.800 euro a concessione per un affidamento trentennale e 7.200 euro per uno ventennale. Riccione Coraggiosa rileva l’assenza di richiesta da parte dell’Agenzia delle entrate riguardo ai bilanci degli stabilimenti balneari e ai contratti di subaffitto delle zone.

Il comunicato si conclude con una critica politica, affermando che sia questa questione sia quella dell’ex Delfinario, precedentemente respinta dalla propria assemblea e da altri partiti di coalizione, stanno mettendo a rischio la stabilità della maggioranza.

Condividi questo articolo