Acquisto dell’immobile universitario: le critiche del Pd a Gloria Lisi sul futuro della città

Redazione

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


Nella seduta di martedì sera, il consiglio comunale di Rimini ha approvato l’acquisto dell’immobile della sede universitaria di via Angherà per 9 milioni di euro, scatenando uno scontro politico. Marco Tonti di Rimini Coraggiosa ha definito l’operazione “un investimento giusto” e ha esortato ad aprire questi spazi alla cittadinanza. Matteo Petrucci del Partito Democratico ha aggiunto che tutti i territori hanno investito nell’università e che Rimini non può retrocedere. Di contro, Gloria Lisi, ex vicesindaca e ora parte delle minoranze, si è opposta al progetto, dichiarando che si tratta di una “scelta priva di prospettive”.

Tonti ha spiegato che liberare il campus dagli affitti consentirà all’università di investire in nuovi corsi e servizi, rafforzando il legame tra Rimini e i suoi 5.000 studenti. Ha inoltre sottolineato che i cittadini, che contribuiscono economicamente al radicamento dell’università, dovrebbero ricevere un ritorno tangibile. Attualmente, gli spazi pubblici per eventi e iniziative associative sono rari e spesso non centrali. Con quest’atto, il Comune diventa proprietario dell’immobile e lo concede in comodato gratuito all’Ateneo, come avviene per altre sedi. Tonti ha proposto di stipulare una convenzione che permetta alla cittadinanza di utilizzare aule e spazi universitari.

Con il nuovo accordo, il campus di Rimini diventerà un patrimonio per la città, non solo in ambito educativo e culturale, ma anche sociale e civile. È merito della Fondazione Carim aver supportato sin dagli anni ’90 l’università a Rimini, ristrutturando l’edificio per destinarlo all’Ateneo, contribuendo così al futuro della città.

Matteo Petrucci ha criticato duramente le dichiarazioni di Gloria Lisi, definendo il suo intervento come uno dei punti più bassi della politica riminese degli ultimi trent’anni. Lisi ha messo in discussione l’investimento di 9 milioni di euro, sostenendo che tali risorse dovrebbero essere destinate ad altre priorità. Petrucci ha evidenziato che fin dai tempi in cui si è lavorato per ottenere una sede universitaria a Rimini, l’obiettivo è sempre stato quello di offrire opportunità di conoscenza e formare una base economica e sociale solida.

Il capogruppo del PD ha considerato particolarmente gravi le parole di Lisi, soprattutto provenendo da un’ex vicesindaca. Ha sottolineato l’importanza strategica di investire nell’università per garantire un futuro positivo a Rimini. Secondo Petrucci, l’opposizione di Lisi non riguarda solo la delibera, ma mette in discussione un lungo percorso condiviso dalla comunità.

Lisi, con le sue dichiarazioni, non solo solleva dubbi sul futuro della città, ma anche sulla coerenza del suo passato amministrativo. L’acquisto della sede di via Angherà rappresenta una valorizzazione dell’università, essenziale per studenti, imprese e sviluppo locale. Petrucci ha ribadito che Rimini non può permettersi di indebolire questa visione, ma deve invece rafforzare le opportunità formative per i giovani.

Infine, Petrucci ha lanciato un appello alla responsabilità politica, sottolineando che investire nell’università equivale a investire nel futuro di Rimini. Ha auspicato che questo diventi un obiettivo condiviso da tutte le forze politiche, affermando che non si può ignorare l’importanza di questa decisione strategica. Rimini deve guardare avanti, onorando il lavoro svolto negli anni per costruire una solida presenza universitaria.

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