Affitti brevi, Marcello (FdI) accoglie positivamente l’abrogazione della legge regionale, definendola sproporzionata e discriminatoria.

Redazione

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


La Corte costituzionale ha dichiarato illegittima la legge sugli affitti brevi della Regione Emilia-Romagna, accogliendo le istanze del Governo che aveva impugnato il provvedimento. Nicola Marcello, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, ha commentato la sentenza evidenziando che la Corte ha avvalorato le posizioni di Palazzo Chigi a tutela della proprietà privata. Marcello ha sottolineato come, nella discussione in Assemblea legislativa, fossero emerse le criticità delle misure adottate, ritenute sproporzionate e discriminatori.

Analizzando la sentenza, il consigliere ha specificato che sono stati dichiarati illegittimi i vincoli imposti dalla maggioranza di centrosinistra. Secondo lui, l’obbligo di cambiarne la destinazione d’uso e il potere conferito ai Comuni di vietare le locazioni turistiche limitano la libertà economica e violano il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione.

Marcello ha anche fatto notare l’effetto controproducente della legge, che ha penalizzato coloro che si intendeva tutelare. Ha evidenziato che molti membri dell’Associazione della Proprietà Edilizia, già in possesso del Cin-Cir per le locazioni turistiche, si sono trovati impossibilitati a locare a studenti e lavoratori nel periodo invernale. Di conseguenza, la norma ha comportato una riduzione anziché un incremento dell’offerta di case in affitto.

Il consigliere ha richiamato l’importanza degli affitti brevi per l’economia locale, soprattutto in una regione con una forte vocazione turistica come l’Emilia-Romagna. Ha sottolineato che, in particolare per famiglie di Rimini e della Riviera, gli affitti brevi rappresentano un’integrazione al reddito. Ha avvertito che la lotta contro l’overtourism non deve penalizzare chi affitta legittimamente la propria casa.

Infine, Marcello ha lanciato un appello alla giunta regionale, affermando che la decisione della Corte di dichiarare incostituzionale la legge è un beneficio per tutti. Ha esortato la Giunta a prendere atto della situazione e a superare un approccio di natura ideologica.

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