Ampliamento del polo fieristico di Rimini: la trasparenza e il diritto di partecipazione devono essere garantiti.

Matteo
Di Matteo
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Abbiamo ricevuto il provvedimento del Difensore Civico della Regione che ha respinto il nostro ricorso per ottenere accesso alle osservazioni e ai contributi acquisiti dal Comune riguardanti l’ampliamento Ovest del polo fieristico di Rimini.

La decisione di negare l’accesso agli atti è giustificata dalla presunta esistenza di una pianificazione territoriale in corso. Tuttavia, si tratta principalmente della realizzazione di un’opera, mentre contestiamo la possibilità di collocarla in assenza di una pianificazione adeguata, che risulta carente.

Accogliamo la decisione, ma non la condividiamo. Siamo convinti che il diritto dei cittadini a partecipare in modo consapevole ai processi decisionali richieda trasparenza totale e conoscibilità dei documenti che influenzano le scelte pubbliche, specialmente quando tali interventi hanno un impatto significativo sulla vita dei residenti e sull’assetto della città.

La nostra iniziativa non tutela interessi particolari, ma il diritto della Comunità a un coinvolgimento in un processo informato e accessibile. Una pianificazione urbanistica efficace si costruisce attraverso un dialogo aperto e partecipato. Sottolineiamo che ogni ulteriore ampliamento del polo fieristico di Rimini debba essere subordinato alla risoluzione dei problemi di mobilità, accessibilità e congestione che affliggono il quadrante urbano. Questo approccio è essenziale per una buona governance del territorio, prima ancora che per la pianificazione urbanistica.

Realizzare opere di grande impatto senza considerare le infrastrutture necessarie rappresenta una negazione della pianificazione territoriale. Non è più accettabile progettare nuovi padiglioni e insediamenti senza aver previamente realizzato le infrastrutture necessarie. Procedere in questo modo significherebbe ripetere errori già noti, scaricando sui cittadini le conseguenze di una pianificazione che avviene dopo lo sviluppo, anziché guidarlo.

Questioni come traffico, tempi di percorrenza, qualità dell’aria, sicurezza della circolazione e qualità della vita non possono essere affrontate in un secondo momento. La pianificazione pubblica deve governare lo sviluppo, non inseguirlo. Le infrastrutture devono precedere le trasformazioni urbanistiche.

È importante notare un passaggio del provvedimento del Difensore Civico, in cui si afferma che il Comune avrebbe dovuto effettuare un bilanciamento tra l’interesse al differimento dell’accesso e gli interessi dei richiedenti. Questo riconoscimento conferma che la nostra richiesta non poteva essere respinta automaticamente, ma richiedeva una valutazione specifica delle ragioni di trasparenza e partecipazione. Riteniamo che questa valutazione non sia stata adeguatamente effettuata.

Sui principi di trasparenza e partecipazione continueremo a confrontarci nelle sedi istituzionali e nel dibattito pubblico, con determinazione e spirito costruttivo, nella convinzione che l’interesse generale debba prevalere su decisioni che rischiano di aggravare criticità già note.

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