Non si sarebbero limitati alla rapina da oltre 220 mila euro avvenuta l’11 agosto presso la Bper di Riccione. I cinque presunti membri della banda stavano già progettando un nuovo colpo ai danni di un’altra filiale bancaria nella provincia di Rimini. Il piano era a uno stadio avanzato, con due degli indagati che avevano recentemente effettuato un sopralluogo per esaminare accessi e caratteristiche strutturali dell’edificio mirato.
L’azione preventiva dei carabinieri ha scongiurato il nuovo assalto, culminando nelle prime ore del 15 ottobre con l’esecuzione di cinque fermi tra le province di Rimini e Palermo. Questo rappresenta uno sviluppo significativo dell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Rimini e condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Riccione. Un ruolo chiave è stato svolto dagli accertamenti scientifici del Ris di Parma, che, insieme all’analisi delle telecamere di videosorveglianza e dei tabulati telefonici, ha consentito di delineare i ruoli dei cinque indagati.
La scoperta del piano criminale secondario è avvenuta durante i servizi di osservazione e pedinamento dei carabinieri. Gli investigatori hanno documentato un recente sopralluogo effettuato da due membri del gruppo presso un altro istituto bancario. Questi stavano valutando gli accessi e la conformazione dell’edificio per pianificare una nuova rapina.
Questo elemento ha reso urgente l’intervento degli investigatori, permettendo di impedire l’attuazione del progetto. Il provvedimento di fermo, emesso dalla Procura di Rimini per i cinque indagati ritenuti colpevoli in concorso della rapina aggravata dell’11 agosto, è stato eseguito dai carabinieri della Compagnia di Riccione, con il supporto della Compagnia Palermo “Piazza Verdi” e del 13° Nucleo Elicotteri di Forlì.
L’emergere del quadro investigativo è stato il risultato di un lavoro complesso, che ha unito diversi elementi. Gli accertamenti scientifici del Reparto investigazioni scientifiche di Parma hanno affiancato l’analisi delle registrazioni dei sistemi di videosorveglianza e dei tabulati telefonici, oltre a varie attività tecniche condotte dagli investigatori.
Le indagini hanno chiarito i ruoli di ciascun indagato nella rapina alla Bper di Riccione, evidenziando anche la presenza di due complici che avevano agito all’esterno della filiale come sorveglianza.
La vicenda era iniziata l’11 agosto, quando tre malviventi, travisati e vestiti con tute da lavoro, erano riusciti a entrare nella filiale Bper di viale Dante a Riccione, dopo aver manomesso una finestra sul retro. All’interno, avevano immobilizzato tre dipendenti usando fascette da elettricista, appropriandosi di oltre 220 mila euro in contanti. La fuga era stata agevolata da altri due complici, che svolgevano la funzione di palo all’esterno.
A poco più di due mesi dalla rapina, le indagini hanno portato all’esecuzione dei cinque fermi e hanno permesso di interrompere la preparazione di un nuovo assalto a una banca della provincia.