Cercato per violenza sessuale e pedopornografia: arrestato dai Carabinieri

Matteo
Di Matteo
2 minuti di lettura


I Carabinieri della compagnia di Riccione hanno arrestato un cittadino straniero di 21 anni, ricercato per gravissimi reati. Il provvedimento di arresto, emesso dalle autorità del Regno Unito il 31 luglio, è stato diffuso a livello internazionale tramite Interpol.

La segnalazione della presenza del sospettato in Riviera è giunta dal Servizio per la cooperazione internazionale di polizia, incaricato dello scambio di informazioni a livello europeo e internazionale. Sulla base di queste indicazioni, i militari hanno avviato ricerche che hanno portato, nel pomeriggio di ieri, all’individuazione del latitante. Durante il controllo, l’uomo ha mostrato documenti con generalità irachene, che aveva utilizzato per richiedere protezione internazionale e un permesso di soggiorno provvisorio.

Tuttavia, le indagini, eseguite tramite fotosegnalamento e comparazione fotografica, hanno rivelato che si trattava di un cittadino iraniano ricercato a livello internazionale. Dopo le procedure di identificazione, i militari hanno proceduto con l’arresto provvisorio per motivi estradizionali.

L’autorità giudiziaria britannica ha contestato al ventunenne 16 reati commessi tra il 1 gennaio 2022 e il 18 novembre 2025. Tra questi figurano episodi di violenza sessuale, anche su minori, produzione di materiale pedopornografico, violazione di provvedimenti restrittivi e spaccio di sostanze stupefacenti. Per i reati più gravi, il sistema giudiziario britannico prevede la pena dell’ergastolo.

Il ricercato è considerato uno dei principali obiettivi dell’operazione britannica “Barracan”, condotta dalla Avon and Somerset Constabulary e coordinata dalla Crown Prosecution Service, che ha smantellato un’organizzazione criminale attiva a Bristol dal 2023, dedita alla violenza e allo sfruttamento sessuale di minori.

Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato trasferito nel carcere di Rimini. Il pubblico ministero della procura generale presso la corte d’appello di Bologna ha richiesto la convalida dell’arresto e l’applicazione della custodia cautelare in carcere, provvedimenti accolti dal giudice durante l’udienza di convalida.

Condividi questo articolo