Vasco Rossi sarà nominato cittadino onorario di Rimini, a seguito di una proposta avanzata dall’ex vicesindaca Gloria Lisi, ora consigliera di minoranza. Tuttavia, la decisione non ha raccolto consenso unanime. Durante il consiglio comunale tenutosi martedì (28 luglio), si sono registrati 18 voti a favore, 5 contrari e un’astensione, un risultato previsto ma non plebiscitario.
La maggioranza si è unita principalmente per motivi di partito. In aula, il consigliere Casadei (Pd) ha evidenziato l’importanza di un “ferreo rispetto della disciplina di partito”, pur manifestando le sue perplessità sulla proposta: “Penso agli elettori che potrebbero chiedermi conto di questo voto”. Lisi, presentando la sua iniziativa, ha trovato un’aula “spiazzata” durante la discussione, segno di un consenso ottenuto in extremis.
L’idea di conferire la cittadinanza onoraria a Rossi era già trapelata. Lisi ha giustificato la proposta menzionando un legame particolare tra il cantante e Rimini, considerato “diverso” rispetto a quello che ha con altre città italiane. Ha definito il gesto “doveroso”, un riconoscimento a chi ha attratto un turismo di qualità e testimoniato l’ospitalità dei riminesi. In conclusione, la cittadinanza onoraria è stata presentata come un “atto d’amore”.
Durante il dibattito, è emerso il significato del riconoscimento. Sia il consigliere Zoccarato (Lega) che l’assessore Bragagni hanno sottolineato che la cittadinanza onoraria è uno degli strumenti più significativi del Comune per onorare personalità meritevoli. Zoccarato ha affermato che dovrebbe essere riservata a “un modello da seguire”.
La critica principale è rivolta all’idea che la cittadinanza onoraria non debba essere concessa per ottenere visibilità mediatica. Zoccarato ha affermato che esistono altri modi per esprimere riconoscenza a Rossi senza ricorrere a questo riconoscimento.
Le obiezioni più forti provengono dal centrosinistra, in particolare riguardo alle modalità di presentazione della proposta. Il consigliere Petrucci (Pd) ha descritto l’iniziativa come “l’ennesima forzatura” da parte di Lisi: “lo voteremo a favore perché il legame tra Vasco e la città ha senso, ma le modalità di questa votazione non sono opportune. È un’imposizione che ha ridotto le possibilità di condivisione con la minoranza”.
Anche Angelini (3V) ha criticato la gestione politica dell’atto, menzionando le posizioni del cantante riguardo ai vaccini durante la pandemia: “Non apprezzo chi sfrutta la propria visibilità per esprimere opinioni su temi delicati come il Covid”.
Il consigliere Marco Tonti (Rimini Coraggiosa) ha condiviso le valutazioni di Petrucci, definendo il processo “umiliante” e suggerendo la necessità di evitare polemiche. Ha espresso preoccupazione che la situazione possa arrecare un “danno alla città”.
Infine, la presidente del consiglio comunale Giulia Corazzi ha concluso il dibattito definendo la discussione “inopportuna”, evidenziando come l’assenza di unanimità nella votazione rappresenti una novità. A conclusione, Lisi ha risposto alle critiche, usando toni forti e indicando il carattere divisivo dell’arte portatrice di messaggi.
