Elezioni anticipate convocate da Sanchez: «Si tratta di scegliere tra retrocessione con l’ultradestra o progresso»

Redazione

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


Spagna: proteste contro la speculazione nel mercato immobiliare.

Il premier spagnolo ha affermato che il momento è giunto per i cittadini di decidere il futuro del proprio Paese. La scelta si pone tra aderire all’onda dell’estrema destra, che regredisce ovunque governa, o continuare a costruire una Spagna aperta e orientata verso la giustizia sociale. Ha messo in evidenza che è cruciale scegliere tra un ritorno al passato o un continuo progresso.

L’analisi della situazione all’interno del Partito Socialista (Psoe) e la crescente pressione sociale hanno portato a considerare il voto immediato come una soluzione necessaria. La mobilitazione riguardo al tema della casa rappresenta un’opportunità per trasformare una recente sconfitta parlamentare in una campagna elettorale. Infatti, dopo il voto contrario del partito catalanista Junts, che si è schierato con il Partito Popolare e Vox, diventa complicato immaginare un anno di legislatura privo di una nuova legge di bilancio.

La questione abitativa coinvolge milioni di spagnoli e consente al Psoe di accusare le forze di destra e gli indipendentisti di ostacolare l’intervento del governo sull’emergenza. La convinzione che si sta diffondendo nel partito è che ci sia una concreta opportunità. Questa strategia permetterebbe al premier di presentarsi come il leader che richiede un mandato più forte per governare.

Negli ultimi giorni, il nucleo più stretto del presidente ha lavorato a uno scenario più audace, che prevede la convocazione di elezioni e la proposta di alcune misure sul mercato immobiliare tramite un nuovo decreto. Questo approccio sarebbe compatibile con la continuazione delle funzioni del governo fino alle elezioni. Nonostante lo scioglimento delle Cortes, l’esecutivo avrebbe comunque la possibilità di adottare nuovi decreti.

Con il Parlamento sciolto, la convalida di tali decreti passerebbe dalla plenaria del Congresso alla Diputación Permanente. In questo caso, servirebbero 35 voti su 69 per approvare le misure. Psoe e Sumar, i partiti della coalizione di governo, controllano 31 di questi voti e avrebbero bisogno di un supporto supplementare, che potrebbe arrivare da altre forze politiche, già favorevoli a precedenti interventi contro gli sfratti. In tale contesto, il voto avverso di Junts risulterebbe irrilevante.

Questa strategia consentirebbe a Sánchez di rilanciare lo scudo anti-sfratti anche in assenza di un Parlamento attivo, rispondendo così alla pressione delle manifestazioni. Presentarsi come il capo del governo che chiama gli elettori alle urne e allo stesso tempo come il leader impegnato nella lotta contro la crisi abitativa rappresenterebbe una via complessa, ma potenzialmente efficace per uscire dalla crisi attuale.

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