Dimenticate i pantaloni cargo e le camicie di flanella: la vendemmia si svolge ormai in infradito. Negli ultimi anni il caldo ha anticipato il calendario della raccolta, ma quest’anno le viti hanno accelerato ulteriormente. In molte regioni italiane, la vendemmia è iniziata già a luglio o nei primi giorni di agosto, con anticipi di due o tre settimane rispetto alle consuetudini già accelerate di venti o trent’anni fa. I viticoltori, sempre più giovani e con titoli di studio, si trovano ora a scegliere tra la spiaggia e la vigna. A Vergiano, sulle colline dell’entroterra riminese, presso il Podere dell’Angelo, la scelta è ricaduta sulla vigna.
Milena Falcioni, titolare storica del Podere dell’Angelo, azienda agricola a conduzione familiare con 15 ettari di vigneto coltivati secondo i principi dell’agricoltura biologica, afferma: “La vendemmia è già finita. Vent’anni fa si iniziava nella seconda metà di settembre”.
Un cambiamento evidente non solo nel calendario, ma anche nelle abitudini. La vendemmia, un tempo un rito collettivo che segnava l’inizio dell’autunno, ora vede nuove dinamiche. Fino a poco tempo fa, al Podere esisteva una fattoria didattica che accoglieva i bambini per raccogliere l’uva e scoprire il mondo del vino. Quest’anno, visto che la scuola non era ancora iniziata, si sono uniti al lavoro in vigna il bagnino Gabriele Pagliarani e altri ragazzi del Tiki, contribuendo alla produzione di vino che serviranno nelle loro tavole nella prossima stagione. Questo evidenzia quanto sia cambiato il mondo.
Il clima rappresenta un fattore cruciale per la viticoltura, nonostante l’avanzare della tecnologia e delle discussioni sull’impatto dell’intelligenza artificiale su vari settori. La vendemmia rimane dipendente da variabili come la pioggia, la siccità e le temperature, oltre al tempismo della raccolta. Giacomo Bianchi, giovane enologo del Podere, spiega che quest’anno il caldo è stato asfissiante, riducendo sensibilmente la resa delle viti e rallentando la maturazione degli acini. La selezione delle uve e il lavoro in cantina diventano sempre più essenziali. Differenti condizioni climatiche richiedono una corsa contro il tempo, poiché anche un leggero ritardo nella raccolta può influenzare il risultato finale.
Il caldo comporta anche che l’uva non matura solo prima. Lo stress termico e idrico altera l’equilibrio tra zuccheri, acidità e aromi, rendendo difficile il momento esatto della raccolta. Con temperature elevate, il lavoro in campo si complica. Alcuni lavori sono stati svolti nelle prime ore del mattino o di notte. È necessario garantire che le uve arrivino alla lavorazione a temperature adeguate, dato che il caldo può complicare anche la vinificazione. In un futuro prossimo, si prevede che le viti dovranno adattarsi, rendendo il lavoro sempre più delicato.
Il bilancio della vendemmia è per ora positivo. Nonostante una quantità ridotta, le prime impressioni sono interessanti. Le analisi preliminari e gli assaggi indicano una buona qualità. Bianchi afferma che la Rebola sembra realmente ottima. Il vino, chiamato Giulietta in onore della figlia Giulia e dell’attrice Giulietta Masina, accoglie anche il Landi, una selezione particolare proveniente dalla parte più calcarea del vigneto di Grechetto Gentile, invecchiata per nove mesi in legno grande senza aggiunta di anidride solforosa.
Questi due vini raccontano la trasformazione del settore vitivinicolo: le temperature, i tempi e le persone che raccolgono l’uva stanno cambiando. Anche se la vendemmia avviene prima della fine dell’estate, un elemento rimane costante: per realizzare un buon vino, è fondamentale attendere il momento giusto comunicato dalla vigna.