Il gentile playboy della riviera: 70 anni di estati immortalate nelle fotografie di un ex bagnino

Matteo
Di Matteo
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Custodisce con attenzione migliaia di fotografie e testimonianze che rievocano i tempi gloriosi della riviera romagnola, dagli anni Cinquanta ad oggi. Queste immagini ritraggono la riviera delle prime “amazzoni” nordiche, giunte in Italia per cercare avventure estive, delle ragazze in topless, simbolo di un’epoca in cui il seno nudo era di moda, e una cultura di svago che abbracciava le passeggiate in pedalò, i fotografi ambulanti e il lusso dei primi hotel a cinque stelle.

Visitare Michele Duilio Rinaldi, 93 anni, ex bagnino tra Bellaria e San Mauro Mare e noto per il suo spirito gentile, significa fare un tuffo nel passato. La sua casa, situata in una tranquilla via di Bellaria Igea Marina, somiglia a un piccolo museo. Si inizia con le fotografie in bianco e nero, che ritraggono il boom economico, fino ad arrivare alle immagini più recenti, scattate quando al mare continuava a cercare incontri. Tra le tante, una ritrae una ragazza che somigliava a Sofia Loren, un’altra a Marilyn Monroe e una terza a Brigitte Bardot. Michele selezionava con cura le sue accompagnatrici, presentandosi in modo affabile, e alla fine otteneva il loro consenso per immortalarsi in scatti insieme. Rievoca anche esperienze in cui, da giovane, viveva storie brevi e intense, ma ora il suo interesse si è spostato sulle madri delle giovanissime, con un delicato senso dell’umorismo.

Nonostante gli anni, Michele Duilio mantiene intatta la sua verve e positività. Le sue parole chiave sono un sorriso e un pollice in su, unite a una gentilezza innata. Non era il tipo da cercare solo avventure passeggere, ma desiderava affetto e amicizia, puntando a conquistare la fiducia delle donne. Negli anni ’50, quando le turiste erano quasi esclusivamente italiane, era affascinato dalla loro femminilità e riusciva, nonostante la sua timidezza, a creare legami speciali. Negli anni ’60, con l’arrivo delle turiste straniere, la sua curiosità aumentò e, sebbene la sua timidezza rendesse complicato approcciare, la prima volta rappresentò un momento significativo che segnò l’inizio di una nuova era per lui.

Oggi Michele fatica a percorrere la riviera romagnola, che un tempo esplorava con entusiasmo. Si limita a rivedere le sue fotografie, stampate in formato poster, che superano il migliaio. Ogni immagine evoca ricordi e storie personali, come quelle in cui si cimentava in giochi per avvicinarsi alle ragazze o in cui le invitava sul suo pedalò. Rievoca momenti divertenti e le risate condivise, alludendo a un legame di complicità compreso e ricambiato.

Michele ha lasciato il segno in un’epoca e il suo patrimonio rappresenta un pezzo importante della cultura romagnola. Con una nota di tristezza, spera che il suo ricco bagaglio di esperienze possa essere valorizzato in futuro da chi riconosce il valore sociale di queste testimonianze di affetto e autenticità.

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