Ora i bagnini si trovano di fronte a un cambiamento significativo. La questione riguardante la nuova spiaggia di Rimini ha attirato l’attenzione di diversi soggetti, come dimostrano le 33 manifestazioni di interesse presentate al Comune per le macro-aggregazioni previste dal Piano dell’Arenile. Questo numero supera di gran lunga le previsioni iniziali, che stimavano solamente una decina di progetti legati agli attuali gestori degli stabilimenti.
Se queste stime si rivelassero corrette, ciò indicherebbe che oltre venti manifestazioni provengono da operatori diversi dai concessionari attuali. Questa situazione suggerisce uno scenario inedito per il litorale riminese, che sta suscitando l’interesse anche al di fuori della cerchia tradizionale dei bagnini.
Tra le 33 proposte, vi sarebbero coinvolgimenti da parte di alcune realtà extraprovinziali. Gli altri progetti riguardano perlopiù attori del territorio provinciale, tra cui imprenditori e operatori del settore turistico, tutti intenzionati a investire nel futuro dell’arenile.
La consultazione si è chiusa il 18 settembre alle 13 e aveva lo scopo di raccogliere input per gli interventi macro-aggregati previsti dal Piano dell’Arenile.
Le 33 manifestazioni di interesse non assegnano concessioni né garantiscono vantaggi ai proponenti. La consultazione serve infatti al Comune per raccogliere informazioni utili alla programmazione delle future procedure di affidamento delle concessioni demaniali marittime.
I progetti presentati non sono vincolanti e saranno utilizzati per identificare i lotti di arenile da mettere successivamente a gara. Gli interventi dovranno riguardare un fronte di almeno 250 metri lineari contigui, consentendo così l’integrazione di più stabilimenti in un unico progetto di riqualificazione.
L’amministrazione comunale ha dichiarato che le proposte coerenti con gli obiettivi di valorizzazione, sostenibilità e innovazione saranno valutate tecnicamente, al fine di definire le future procedure di evidenza pubblica. Palazzo Garampi sta ultimando i passaggi amministrativi necessari, con l’intenzione di accelerare il processo e avviare le evidenze pubbliche già in autunno, pur avendo come termine ultimo di legge il 30 settembre 2027.
Il sindaco Jamil Sadegholvaad ha recentemente sottolineato la volontà di mantenere il modello tradizionale degli stabilimenti balneari, pur riconoscendo la necessità di nuove forme di aggregazione. Ha dichiarato che il futuro del piano dell’arenile punta a un miglioramento ambientale e a una crescita dei servizi. Tuttavia, ha anche evidenziato l’urgenza di aggiornare gli investimenti, poiché negli ultimi venti anni sono stati realizzati pochi interventi significativi.
Mauro Vanni, presidente di Confartigianato imprese demaniali, ha espresso una certa serenità riguardo ai numeri ricevuti dal Comune, che si attendono in un contesto di concorrenza sana. Ha notato che la qualità dei progetti dovrà essere la priorità nella selezione. Se i gestori attuali non si uniranno, i progetti di qualità potrebbero prevalere.
La macro-aggregazione implica un fronte spiaggia continuo di almeno 250 metri, unendo diverse concessioni in un’unica progettazione. L’idea suggerisce la creazione di un “beach resort diffuso”, dove le unità esistenti vengono integrate in un contesto coordinato, migliorando i servizi e le strutture rispetto ai tradizionali stabilimenti.
Il successo delle nuove idee potrà includere piscine, campi da padel, aree pet friendly e spazi per famiglie. Le manifestazioni di interesse presentate dal Comune indicano un crescente interesse per l’arenile di Rimini, suggerendo che questa gara non sarà limitata solo ai bagnini tradizionali.
