“La vita da grandi” trionfa ai Diversity Media Awards: riconoscimento per i fratelli Tercon

Redazione

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


La vita da grandi, film diretto da Greta Scarano e con protagonisti Matilda De Angelis e Yuri Tuci, ha ricevuto il premio come miglior film ai Diversity Media Awards 2026. La cerimonia di premiazione si è svolta il 18 settembre presso la Nuvola di Roma. Questo riconoscimento è attribuito a una produzione che trae ispirazione dalla vera storia dei frati riminesi Damiano e Margherita Tercon, focalizzandosi su come il film affronti tematiche legate all’autismo e alla neurodivergenza.

L’assegnazione del premio è il risultato di un lavoro di consulenza che ha impegnato a lungo i Tercon, Damiano e Margherita, insieme a Philipp Carboni, noti come i Terconauti, i quali hanno seguito il progetto per quattro anni. Il loro apporto è stato fondamentale per garantire una rappresentazione autentica dell’autismo e della disabilità, dal momento della scrittura fino al film finale.

I Terconauti non si sono limitati a raccontare la loro storia. Hanno collaborato nella definizione di terminologie, dialoghi e dinamiche familiari per evitare che Omar, il personaggio ispirato a Damiano, si trasformasse in un semplice stereotipo o in una vittima da compatire. L’importanza del premio risiede proprio nel fatto che riconosce il lavoro svolto attorno alla rappresentazione dell’autismo.

Margherita Tercon ha sottolineato il significato del premio, un traguardo che attesta il loro impegno nella narrazione dell’autismo. Hanno dedicato oltre dieci anni a sensibilizzare il pubblico, cercando di evitare di trasformare Damiano, e quindi Omar, in una vittima o in un genio autistico, puntando invece a rappresentare un individuo completo, con difficoltà e sogni.

La scrittrice e drammaturga Margherita Tercon è nota per il suo lavoro, inclusi il testo Gam Gam, che ha ricevuto premi significativi, oltre ai libri “Mia sorella mi rompe le balle – Una storia di autismo normale” e “L’imprevisto di diventare adulti – La vita da grandi tra sogni e autismo”. Queste opere hanno contribuito a creare il materiale che ha ispirato il film. Margherita ha messo in evidenza come il film offra la possibilità di cambiare la narrazione sull’autismo anche attraverso il cinema, sottolineando i cambiamenti in atto.

Un altro tema rilevante nel film è quello dei sibling, ovvero i fratelli e le sorelle delle persone con disabilità. Il personaggio ispirato a Margherita, Irene, vive in una famiglia dove la disabilità del fratello ha influito su equilibri e aspettative. Margherita ha notato che, mentre si parla molto dei caregiver, si dedica poca attenzione ai fratelli, che a loro volta vivono una realtà complessa. Pur sentendo un forte amore, possono sperimentare anche responsabilità e conflitti interiori.

Greta Scarano ha evidenziato come i cosiddetti “fratelli di vetro” spesso si sentano invisibili all’interno della famiglia.

La vita da grandi ha già raccolto numerosi riconoscimenti, tra cui l’European Young Audience Award agli European Film Awards 2026 e due Nastri d’Argento per Greta Scarano come migliore regista esordiente e per Yuri Tuci come miglior attore di commedia.

Damiano, dopo il successo cinematografico, esprime l’intenzione di portare “l’autismo col sorriso” sul palco di Sanremo. Questo sogno non è solo legato al personaggio di Omar, ma è un desiderio personale di Damiano. Il film è prodotto da Groenlandia, Halong e Rai Cinema, in collaborazione con Netflix e distribuito da 01 Distribution.

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