Oltre 70 richieste di rinvio a giudizio per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nel traffico di esseri umani

Matteo
Di Matteo
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Oltre settanta persone sono indagate in due filoni di un’inchiesta condotta dalla Procura di Rimini, che ha richiesto il rinvio a giudizio per il presunto traffico di esseri umani e il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Nel 2024, i carabinieri di Rimini hanno effettuato un’operazione di grande rilievo, coinvolgendo tra gli altri un dipendente dell’Inps, un addetto a un patronato romagnolo e un commercialista di un’altra regione.

Nel primo filone, in programma per il 20 gennaio, figurano 32 indagati, alcuni dei quali sono presenti anche nel secondo stralcio, discusso il 18 gennaio, che coinvolge 38 indagati. Al centro dell’inchiesta vi è un’organizzazione dedita al reclutamento di extracomunitari interessati a lavorare o a rimanere in Italia, garantendo loro permessi di soggiorno tramite false assunzioni, documenti falsificati e datori di lavoro compiacenti, che, dietro compenso, facilitavano le pratiche presso le Questure. Tale attività ha fruttato guadagni significativi agli organizzatori.

Le difese sono rappresentate da numerosi avvocati, tra cui Giuliano Renzi, Luca Montebelli e Piero Ippoliti. La prima parte delle indagini riguarda i decreti flussi, utilizzati per reperire manodopera stagionale dall’estero. Tuttavia, si sospetta che questi siano stati sfruttati attraverso rapporti di lavoro fittizi. L’accusa sostiene che l’organizzazione si sia avvalsa di imprenditori disposti a figurare come datori di lavoro, permettendo l’ingresso in Italia di stranieri privi dei requisiti previsti.

Gli indagati sono accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aggravato, falsità nelle pratiche amministrative e concorso nei reati. Il secondo procedimento amplia il quadro accusatorio, includendo anche un’operazione di matrimoni fittizi per consentire agli extracomunitari di rimanere nel Paese, assieme a false attestazioni di ospitalità sfruttando l’emergenza Covid e inesistenti rapporti di collaborazione familiare.

Oltre alle contestazioni già esistenti, emergono nuove accuse relative a matrimoni fittizi, attestazioni false e pratiche legate a regolarizzazioni legate al Covid. Si segnalano anche accuse di intermediazione illecita, sfruttamento del lavoro e corruzione, complicando ulteriormente il quadro investigativo. L’inchiesta ha portato, a dicembre del 2024, a un maxi blitz da parte dei carabinieri della compagnia di Rimini.

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