Omicidio Paganelli: rinviato il deposito delle motivazioni della sentenza di assoluzione per Dassilva

Matteo
Di Matteo

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


Sarebbero dovute essere depositate oggi, a 90 giorni dalla sentenza di primo grado della Corte d’Assise di Rimini, le motivazioni dei giudici relative all’assoluzione di Louis Dassilva dall’accusa di aver ucciso Pierina Paganelli, 78enne colpita con 28 coltellate la sera del 3 ottobre 2023. Tuttavia, è stata richiesta una proroga di tre mesi, posticipando così la pubblicazione dei motivi che hanno portato il 36enne a essere dichiarato innocente. Questo documento sarà cruciale per comprendere come i giudici e la giuria popolare, presieduta da Fiorella Casadei,abbiano concluso che non esistevano prove sufficienti per dimostrare la colpevolezza di Dassilva, dopo una camera di consiglio durata 16 ore.

I legali dell’imputato, Riario Fabbri e Andrea Guidi, hanno sempre contestato la tesi dell’accusa, che lo indicava come unico responsabile dell’omicidio avvenuto nei garage del complesso di condomini di via del Ciclamino. Durante il dibattimento sono emerse incongruenze e lacune investigative, che hanno portato a smontare la cosiddetta “prova regina”, rappresentata da un filmato della farmacia San Michele, che secondo l’accusa testimoniava la presenza di Dassilva dopo il delitto. Il movente, ritenuto dal pubblico ministero Daniele Paci legato a una relazione clandestina tra il 36enne e Manuela Bianchi, nuora della vittima, è stato anch’esso messo in discussione; si sosteneva che la scoperta di tale relazione avrebbe compromesso la vita di Dassilva e il suo matrimonio con Valeria Bartolucci.

Per conoscere le motivazioni definitive occorrerà attendere almeno fino ai primi di dicembre. Nel frattempo, il pubblico ministero Paci ha manifestato l’intenzione di impugnare la sentenza e, una volta esaminate le ragioni dell’assoluzione, potrà formulare i motivi per un ricorso in Appello. Dopo la scarcerazione, Dassilva ha ripreso a lavorare e sta tentando di ricostruire la propria vita dopo il periodo trascorso in carcere. Qualora venisse riconosciuto innocente fino alla Cassazione, avrà la possibilità di richiedere un risarcimento allo Stato. Dopo il suo rilascio, ha lasciato via del Ciclamino trasferendosi in un’altra abitazione nei dintorni di Rimini.

Condividi questo articolo