“Prima il caso Hotel Gobbi, poi altri episodi che hanno colpito il nostro territorio, fino al presunto residence fantasma di Cesenatico e agli appartamenti affittati irregolarmente a Riccione. Anche se cambiano i nomi, il risultato rimane identico: turisti truffati, vacanze compromesse e un grave danno d’immagine per il settore turistico.” Così si esprime Corrado Della Vista, presidente di Conflavoro Pmi Rimini, commentando i recenti eventi che hanno coinvolto l’ospitalità.
“La questione che ci poniamo è semplice: con le tecnologie attuali, è davvero possibile non riuscire ancora a prevenire queste frodi? Ogni anno affrontiamo situazioni simili, mentre migliaia di imprenditori operano con serietà, investendo nelle loro strutture e rispettando le normative.”
Della Vista sostiene che gli strumenti esistono, ma la loro applicazione deve essere più efficace. “L’introduzione del Codice Identificativo Nazionale (Cin) e del Codice Identificativo Regionale (Cir) ha rappresentato un passo cruciale per distinguere le strutture regolari. Tuttavia, è necessario fare ulteriori progressi. I turisti devono poter verificare facilmente e rapidamente l’esistenza della struttura, assicurandosi che il codice identificativo corrisponda realmente all’immobile pubblicizzato e che chi pubblica l’annuncio sia autorizzato. Le piattaforme online dovrebbero interagire direttamente con le banche dati ufficiali, impedendo la pubblicazione di annunci non verificati.”
Il presidente di Conflavoro Pmi Rimini aggiunge che questi eventi non dovrebbero sfociare in una conflitto tra le varie forme di ospitalità. “Non bisogna demonizzare B&B, affittacamere o case vacanza, poiché in molte aree rappresentano eccellenze e opportunità per lo sviluppo turistico. Il problema non è nel modello di accoglienza, bensì in chi opera illegalmente. È cruciale distinguere tra chi rispetta le regole e chi sfrutta il turismo per frodare i cittadini.”
Infine, Della Vista lancia un appello alle istituzioni e ai gestori delle piattaforme digitali. “Proteggere i turisti vuol dire tutelare anche gli imprenditori onesti e la reputazione della Riviera. Non possiamo permettere che pochi trasgressori compromettano il lavoro di un intero settore. La tecnologia offre strumenti adeguati per prevenire questi fenomeni, è necessaria la volontà di metterli in rete e utilizzarli efficacemente. Solo così ridurremo significativamente le truffe e restituiremo maggiore fiducia a chi sceglie le nostre mete.”
