RivoltaTi contesta il congresso di ostetricia e critica il ministro Schillaci sulla questione della maternità

Redazione

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


Sabato 3 ottobre, un flash mob organizzato dal movimento RivoltaTi si è tenuto davanti all’Hotel Nautico di Riccione, in occasione del secondo Congresso nazionale dell’Associazione Italiana di Ostetricia. L’iniziativa ha visto la partecipazione di 25 sostenitori, i quali hanno espresso dissenso nei confronti di alcune tematiche affrontate, in particolare riguardanti l’allattamento trans.

Il movimento ha manifestato la propria contrarietà ai contenuti ideologici discussi durante il congresso. RivoltaTi ha dichiarato: “Non possiamo tacere e ci alziamo per dimostrare il nostro netto disaccordo nei confronti delle posizioni sull’allattamento trans presenti in questo congresso”.

Durante il presidio, sono stati esposti cartelli in risposta a sessioni come “Se a partorire non è una madre”, per ribadire concetti fondamentali e naturali, sottolineando che il latte è materno e che la figura dell’uomo incinto non esiste. Inoltre, il movimento ha affermato che il termine “persone con utero”, utilizzato in contesti progressisti e transfemministi, si riferisce esclusivamente alle donne.

RivoltaTi ha messo nel mirino anche il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, chiedendo un intervento in merito all’accreditamento formativo del congresso, che ha ottenuto 10,5 crediti formativi ECM. “Siamo qui per richiamare l’attenzione del Ministro e chiedergli di prendere una posizione attiva”, ha affermato il movimento.

Una critica più ampia è stata rivolta al governo e agli esponenti del centrodestra, accusati di non mettere in discussione la mentalità progressista. RivoltaTi ha evidenziato l’ipocrisia di coloro che, pur criticando verbalmente l’evento, non hanno intrapreso azioni concrete per affrontare quello che considerano uno scandalo.

La nota di RivoltaTi è firmata dal presidente Matteo Montevecchi, dal segretario Marco Vigna, dal vicepresidente Adolfo Morganti, dalla vicesegretaria Stefania Montebelli e dai consiglieri Giorgia Celestre e Moreno Babboni.

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