La delegazione di Rimini ha presentato il 18 settembre, presso la sala San Gaudenzo della diocesi, la candidatura del Complesso Ecclesiale di San Lorenzo a Monte al censimento “Luoghi del Cuore”. Situato sul colle di Covignano e chiuso dal 2004, il complesso è al centro di un progetto di recupero avviato dalla diocesi, mirato a restituire alla città un patrimonio storico, artistico e archeologico con radici nella tarda antichità.
San Lorenzo a Monte rappresenta un importante crocevia di storia. L’archeologo Marcello Cartoceti ha evidenziato che il sito non conserva solo i resti di un tempio romano, ma anche una grandiosa basilica bizantina del VI secolo, in stile ravennate, oltre alla chiesa del Settecento. Il complesso presenta un’abside decorata con tessere dorate, un battistero e centinaia di sepolture di epoche diverse, inclusa una con un corpo mummificato. La pieve è documentata già prima dell’anno Mille.
L’architetto Massimo Mori ha sottolineato che il sito ha visto migliaia di matrimoni ed è custode di una parte significativa della memoria della città. San Lorenzo a Monte racchiude tre momenti fondamentali della storia e dell’arte di Rimini: il tempio, la basilica paleocristiana e la chiesa settecentesca, legata alle comunità benedettine e olivetane.
La diocesi ha già investito 187.000 euro, ottenuti tramite un bando regionale dedicato all’architettura rurale sostenuto da fondi Pnrr, per la messa in sicurezza della facciata e della copertura. A questa somma si aggiungono 15.000 euro raccolti tramite crowdfunding, con il supporto di Banca Malatestiana, destinati alla realizzazione di una nuova porta monumentale in metallo sulla scala d’accesso alla pieve.
Il portale, progettato dallo Studio A dell’architetto Alessandra Dallari, trae ispirazione dalla poesia “X agosto” di Giovanni Pascoli, dalla notte di San Lorenzo e dallo sciame meteorico delle Perseidi, oltre al martirio del santo. L’inaugurazione è avvenuta il 28 novembre 2025.
La nuova porta rappresenta un’importante soglia, come osservato da don Danilo Manduchi, economo della diocesi, simbolizzando un passaggio verso una nuova fase per il complesso.
L’obiettivo della diocesi va oltre il restauro. Don Danilo Manduchi ha condiviso la visione di sviluppare un luogo in cui ricerca archeologica, restauro e valorizzazione dei beni culturali possano formare una fucina di professionalità per giovani archeologi, restauratori e operatori culturali. San Lorenzo ambisce a diventare un centro capace di generare competenze, opportunità di formazione e, in prospettiva, nuovi posti di lavoro, richiedendo risorse e collaborazioni.
Inoltre, il complesso potrebbe diventare una tappa del cammino francescano da Rimini a La Verna.
Il vescovo di Rimini, Nicolò Anselmi, ha enfatizzato l’importanza collettiva di questo sito, dichiarando che luoghi come San Lorenzo devono essere patrimonio di tutti, accessibili alla comunità, poiché la bellezza riflette la grandezza divina.
Il sindaco Jamil Sadegholvaad ha sottolineato l’importanza della collaborazione, evidenziando la necessità di alleanze e risorse condivise per il recupero di San Lorenzo, un vero “Luogo del Cuore” per Rimini.
Don Renzo Rossi, parroco di San Fortunato, ha ricordato il suo impegno per il recupero del complesso, iniziato nel 1998, rivendicando che San Lorenzo merita di tornare in vita.
Marco Moretti, capo delegazione Fai Rimini, ha invitato la comunità a partecipare, affermando che candidare il Complesso Ecclesiale di San Lorenzo a Monte tra “I Luoghi del Cuore” significa preoccuparsi della propria storia. Votare è possibile online sulla pagina ufficiale della candidatura o tramite moduli cartacei disponibili presso la delegazione Fai di Rimini e nei punti di raccolta sul territorio.
