Spahn, capogruppo Cdu, diventa padre grazie alla maternità surrogata e Merz chiede le sue dimissioni.

Matteo
Di Matteo
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Un caso politico di rilevanza ideologica, che va oltre le dinamiche di partito e le battaglie elettorali, sta coinvolgendo la Cancelleria tedesca. Questo tema ha acceso il dibattito pubblico, toccando questioni dai diritti civili all’omofobia.

Il cancelliere federale, Friedrich Merz, nella sua funzione di presidente della CDU, ha richiesto e ottenuto le dimissioni di Jens Spahn, capogruppo dell’Unione (CDU/CSU). La questione che ha portato a questa decisione è il ricorso di Spahn e del compagno Daniel Funke alla gestazione per altri, pratica che consente a coppie omosessuali di diventare genitori. In Germania, tuttavia, tale procedura è vietata e la CDU si oppone alla sua legalizzazione.

La notizia, divulgata da Deutsche Presse-Agentur, è stata confermata da una lettera pubblica di Spahn. Il politico, considerato un possibile sfidante di Merz alla leadership del partito, era sotto pressione dopo la nascita del loro bambino negli Stati Uniti tramite maternità surrogata, contraria alle leggi tedesche.

Merz ha definito la decisione “giusta e inevitabile”, sottolineando l’importanza della credibilità in politica. Ha ringraziato Spahn per il suo contributo alla definizione del gruppo parlamentare e ha annunciato che presenterà una proposta per la nuova nomina alla presidenza, concordando le tempistiche con gli organi del partito.

In risposta, Spahn ha dichiarato che la sua felicità personale, legata alla sua famiglia, è incompatibile con il suo ruolo politico. Ha evidenziato le difficoltà nel bilanciare le sue scelte personali con le aspettative del suo incarico. Spahn ha omaggiato il tempo trascorso al servizio del gruppo, ma ha ribadito che la sua famiglia è la priorità assoluta. Ha concluso augurando il meglio ai suoi colleghi per il futuro.

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