Diciassette anni, un tuffo in mare durante un apparentemente spensierato weekend di Ferragosto e una vita che cambia per sempre. Questa è la storia di Massimo Lorusso, oggi 55enne, originario di Milano, che si trovava a Rimini il 14 agosto di 38 anni fa per una breve vacanza con un amico. A pochi giorni dalla scoperta della nascita di sua figlia, che gli era stata tenuta nascosta, Massimo aveva programmato di tornare per pianificare la sua vita accanto alla madre della bambina. Tuttavia, il destino aveva altri piani.
Il dramma si è concretizzato in un tuffo da uno dei pontili di legno che caratterizzano Rimini. Un momento di svago si è trasformato in tragedia. Questo episodio ha ispirato Massimo a scrivere un libro autobiografico intitolato ‘La voce del silenzio – Quello che le parole non dicono’, pubblicato quasi quattro decenni dopo l’incidente.
Massimo racconta: “Prendo la rincorsa e mi tuffo, ma l’acqua era alta appena un metro. Sbatto la testa e resto in mare a galleggiare, mentre la folla si raduna attorno a me, credendomi morto. Da lì, la corsa disperata all’ospedale di Rimini e, successivamente, in elisoccorso al Rizzoli di Bologna, dove vengo operato d’urgenza. I medici, però, mi avevano già dato la loro sentenza: non avrei più potuto muovermi.”
La storia di Massimo, pur iniziando in modo inaspettato e difficile, dimostra che il finale non è completamente predeterminato. Anche quando malattie, imprevisti o incidenti alterano il corso della vita, è possibile scegliere come affrontare il futuro. “Ho dovuto affrontare molte sfide: scoraggiamento, depressione e la difficoltà di restare vicino a mia figlia. Tuttavia, alla fine, ho ritrovato la voglia di vivere,” afferma. “Ho smesso di focalizzarmi su ciò che non potevo fare e ho iniziato a pensare a quello che potevo ancora realizzare. Anche se paralizzato dalla vita in giù, riesco a muovere la carrozzina grazie al comando vocale.”
Massimo ha trascorso 15 anni della sua vita in strutture socio-sanitarie, finché non incontra Sonia, che sposa nel 2019. “Da quel momento ho iniziato a vivere a casa, senza più tornare in una struttura. Lei si occupa di me,” spiega. La relazione con la figlia, comunque, non è priva di difficoltà. “Per un lungo periodo non ho potuto vederla e l’ho rincontrata dopo sette anni di lontananza. Oggi, però, la sento regolarmente ed è fiera di me.”
Nella sua nuova vita, Massimo ha trovato conforto nella lettura. “Sono un lettore appassionato e ho esitato a scrivere un libro sulla mia storia fino a poco tempo fa. ‘La voce del silenzio’ non è solo un racconto personale, ma anche una riflessione sulle mie origini e sulla mia famiglia. Questa è la storia che ho scelto di rompere dopo 38 anni di silenzio.”
Massimo ha ancora un sogno: “Spero che un editore si accorgesse di me, poiché non ho le risorse per investire sul mio libro vivendo con una pensione sociale. La data di pubblicazione (14 agosto 2026) ha un significato particolare: segna la fine della mia vita precedente nel 1988. A chi si trova nella mia situazione, direi: il verbo più importante è ‘scegliere’. La sofferenza e il dolore esistono, ma bisogna scegliere di non fermarsi. Ognuno di noi ha la possibilità di lottare.”