Valutazione psichiatrica del femminicida di Mulazzano

Matteo
Di Matteo

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


È stata richiesta una valutazione psichiatrica per Mario Bonifazi, 71 anni, accusato del femminicidio dell’ex moglie Tania Sperindio, avvenuto a Mulazzano il 15 luglio scorso. La difesa dell’uomo, rappresentata dall’avvocato Massimiliano Orrù, ha chiesto l’intervento del professor Renato Ariatti, specialista in psichiatria forense all’Università di Bologna, per esaminare lo stato mentale di Bonifazi al momento del delitto e per eventuali perizie psichiatriche successive.

Al momento della tragedia, Bonifazi era già seguito dal Sert, che dal 2003 gli aveva diagnosticato una dipendenza da alcol, tabagismo, sindrome affettiva e deficit cognitivo. L’anziano aveva intrapreso un percorso di cura nell’anno 2022.

Il delitto è stato consumato all’interno della villetta in cui Bonifazi aveva convissuto con la 63enne ex moglie, la quale si era trasferita da un anno. La loro relazione era segnata da un forte rancore, alimentato da questioni economiche. Nel giorno dell’omicidio, i due avevano un appuntamento per la vendita della casa con un geometra. Bonifazi non avrebbe partecipato all’incontro, restando all’esterno per eseguire lavoretti di giardinaggio. Al termine dell’ispezione, tra i due è scoppiata una violenta lite e, mentre la Sperindio stava per lasciare, è avvenuta l’aggressione.

Bonifazi ha colpito l’ex moglie all’interno del locale caldaia utilizzando una mazzetta da muratore, infliggendo quattro colpi alla testa, come confermato dall’autopsia condotta dalla dottoressa Donatella Fedeli su disposizione della Procura. Dopo il delitto, Bonifazi ha contattato i carabinieri della Stazione di Coriano per confessare l’omicidio. Il primo a rinvenire il corpo della donna è stato il figlio della coppia, un 27enne, dopo che il padre gli aveva indicato di recarsi nel seminterrato perché “c’era qualcosa per lui”.

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