Il presidente di Confcommercio della provincia di Rimini, Giammaria Zanzini, sottolinea l’importanza di decisioni cruciali per il futuro della città e della sua economia turistica. È essenziale che il Comune chiarisca quale modello di gestione del demanio marittimo intende adottare. Le prossime settimane sono decisive per stabilire come verranno individuati i lotti di spiaggia da mettere a gara, quali progetti avranno priorità e chi potrà partecipare.
Rimini si distingue come l’unico Comune romagnolo ad aver integrato nel proprio strumento urbanistico il sistema delle macro e micro aggregazioni, a differenza degli altri comuni della regione, dove i bandi riguarderanno solo singole concessioni. Questa impostazione è nata con il Piano dell’arenile, approvato nel 2025, e ha già subito modifiche sostanziali. Mentre si apportano cambiamenti alle regole urbanistiche, si stanno preparando contemporaneamente i bandi che definiranno la struttura economica delle spiagge per i prossimi decenni, richiedendo quindi massima trasparenza.
È fondamentale per Zanzini che il Comune chiarisca se attribuirà priorità automatica ai progetti di macro aggregazione nelle aree con manifestazioni di interesse. Tale approccio rischierebbe di creare un ambiente competitivo sfavorevole per le piccole imprese, favorendo quelle più grandi e potenti. La Legge quadro 118/2022, che tutela le micro imprese e la storicità delle attività balneari, sarebbe così compromessa, aprendo la strada a una concentrazione senza precedenti.
Gli investimenti richiesti potrebbero avvantaggiare grandi gruppi e fondi di investimento esterni al contesto locale. Ciò potrebbe portare a situazioni in cui gli imprenditori storici, dopo decenni di gestione delle proprie spiagge, si trovino in una posizione subordinata, dipendenti da logiche finanziarie estranee alla loro esperienza. Non si può accettare che famiglie e imprenditori del territorio vengano emarginati da criteri che favorirebbero solo chi dispone di maggiori risorse economiche.
Confcommercio avverte del rischio di un appiattimento dell’offerta turistica. Le macro aggregazioni potrebbero comportare un’omologazione che trasforma Rimini in un villaggio turistico indistinguibile da altre località nel mondo. L’organizzazione chiede al Comune di rendere pubblici i criteri per la formazione dei lotti, le modalità di valutazione delle manifestazioni di interesse e le garanzie contro la concentrazione delle concessioni.
Le decisioni devono avvenire attraverso un confronto aperto con le associazioni e gli operatori, non in stanze chiuse. La questione non riguarda solo aspetti urbanistici, ma ha impatti diretti su occupazione, economia locale e identità turistica, toccando la vita di centinaia di famiglie. È cruciale che questa riflessione avvenga ora, poiché i bandi potrebbero essere definiti prima di quanto si pensi. Confcommercio si opporrà a scelte che potrebbero compromettere il futuro della spiaggia di Rimini, favorendo i grandi gruppi a scapito di chi ha costruito e gestito il successo di questo territorio.
