Juri Magrini, assessore alle politiche per la sicurezza urbana di Rimini, esprime il suo malcontento attraverso la stampa, sostenendo che il Governo stia scaricando sui Comuni e sulle Polizie municipali la responsabilità di affrontare il degrado, le bande giovanili e altri problemi di sicurezza.
Tuttavia, risulta rilevante comprendere come Magrini interpreti il significato della delega sulla sicurezza urbana che gli è stata affidata. Criticare il Governo a intervalli regolari, chiedendo maggiori Forze dell’Ordine senza saper pianificare azioni locali contro il degrado e la criminalità, appare contraddittorio. Non è plausibile che operatori formati della Polizia locale si rifiutino di svolgere un compito già previsto dalle leggi esistenti.
Quando si tratta di fermare preventivamente comportamenti che potrebbero compromettere la sicurezza dei cittadini, ad esempio nelle aree della movida o in piazze affollate, le norme già offrono strumenti adeguati. La responsabilità di garantire la sicurezza ricade anche sugli agenti di Polizia locale. Si pone quindi la domanda: quale sia il reale problema.
È fondamentale riconoscere il ruolo della Polizia locale nel garantire la vivibilità delle città, un compito che necessita di coordinamento con il sistema di sicurezza nazionale. La vera sfida per Magrini, il sindaco e il gruppo dirigente del Pd è stata quella di negare l’esistenza del problema sicurezza, rifiutando persino l’idea di istituire una ‘zona rossa’ per sorvegliare le aree più a rischio di microcriminalità e degrado. Se il problema non sussiste, quale è il senso delle critiche verso il Governo?
