Aeffe in crisi: proposta di 3,4 milioni per la vendita del magazzino di San Giovanni e nuovo incontro al ministero.

Matteo
Di Matteo
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Aeffe compie un passo significativo verso la risoluzione della crisi economica. Il gruppo, quotato su Euronext Milan, ha ricevuto un’offerta di 3,4 milioni di euro per la vendita di un immobile situato a San Giovanni in Marignano, in via delle Tamerici 9. Questa operazione si colloca nel percorso di composizione negoziata avviato a fine 2025, mirato a riequilibrare la situazione finanziaria e garantire la continuità operativa del gruppo, proprietario di marchi come Alberta Ferretti, Moschino e Pollini.

L’offerta, valida e vincolante fino al 7 agosto, prevede il pagamento di 3,4 milioni di euro suddiviso in due rate: 2 milioni al momento del rogito e il saldo alla consegna dell’immobile, prevista entro il 15 settembre 2026. Inoltre, questa proposta servirà come base per una procedura competitiva privata, attraverso la quale Aeffe esplorerà la possibilità di ricevere un valore maggiore dalla vendita dell’asset. Entro la scadenza stabilita, saranno accettate eventuali offerte concorrenti, in base ai criteri definiti nel disciplinare dell’azienda.

La vendita dell’immobile è parte integrante del piano di gestione durante questa fase di crisi. I proventi saranno utilizzati per rimborsare un finanziamento soci infruttifero da 2 milioni di euro, già autorizzato e interamente erogato da Colloportus e FQuattro, legate a Alberta e Massimo Ferretti.

Negli ultimi giorni, la società ha iniziato a dialogare con diversi attori industriali e finanziari per individuare un partner in grado di supportare il rilancio del gruppo. L’offerta di un potenziale partner industriale include l’acquisizione del complesso aziendale e l’assunzione delle passività accumulate, oltre a un intervento di finanza ponte fino a 25 milioni di euro per garantire la continuità operativa fino alla fine del 2026.

La cessione dell’immobile fa parte di una strategia più ampia, mentre Aeffe prosegue i colloqui con investitori e cerca di definire una soluzione industriale per il futuro dei suoi brand. La composizione negoziata della crisi, accessibile in base al Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, è considerata lo strumento più adeguato per preservare il patrimonio aziendale e affrontare le difficoltà finanziarie legate alla crisi del settore del lusso e al deterioramento delle condizioni di mercato avvenuto tra agosto e settembre 2025.

Giovedì 30 luglio è previsto un nuovo incontro tra l’azienda e i rappresentanti dei lavoratori al ministero delle Imprese e del Made in Italy.

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