Trump: «Iran non può resistere a lungo, la guerra potrebbe finire presto»
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che l’Iran potrebbe non avere la capacità di resistere a lungo nella situazione attuale, durante un incontro con i giornalisti nello Studio Ovale. Ha sottolineato che la situazione è «in un certo senso aperta», con un blocco navale guidato dalla Marina degli Stati Uniti sotto il suo controllo. Trump ha avvertito del rischio rappresentato da possibili attacchi, sottolineando che nessuno vuole esporre a pericoli un carico del valore di un miliardo di dollari. Nonostante i rischi, ha mostrato ottimismo riguardo all’evoluzione della crisi. «Penso che stiamo andando molto bene. Sono coinvolto personalmente nei negoziati e credo che stiamo facendo progressi», ha affermato. Rispondendo a una domanda sulla possibile conclusione del conflitto con Teheran, ha indicato che «potrebbe accadere presto».
Durante l’incontro, Trump ha affrontato anche il tema delle scorte militari statunitensi, rispondendo a preoccupazioni relative alla carenza di alcune munizioni. Ha affermato che gli Stati Uniti possiedono scorte illimitate di alcuni tipi di munizioni potenti, mentre per altre la disponibilità è più limitata. Ha menzionato che gli armamenti già presenti nei depositi vengono utilizzati anche per supportare l’Ucraina.
In merito all’impiego di munizioni, Trump ha spiegato: «Stiamo utilizzando munizioni molto potenti, ma di un tipo un po’ più vecchio, pur essendo altrettanto efficaci». Si è poi espresso riguardo al conflitto tra Russia e Ucraina, descrivendolo come il dossier diplomatico più complesso affrontato fino ad ora. Ha espresso rammarico per le perdite, indicando che ogni mese ci sono circa 25 mila giovani uccisi, la maggior parte soldati. Trump ha confermato il suo impegno per trovare una soluzione negoziale, affermando che sebbene ci siano progressi, si tratta di una guerra violenta, caratterizzata da un forte odio tra i leader coinvolti.
Infine, Trump ha evidenziato i risultati ottenuti nella diplomazia internazionale, affermando di aver contribuito a risolvere otto guerre. Ha osservato che inizialmente pensava che il conflitto attuale potesse essere tra i più facili da affrontare, ma che si è rivelato il più difficile. Tuttavia, ha concluso affermando che si stanno facendo progressi.
