Al largo della costa dell’Australia Occidentale, una femmina di delfino tursiope, conosciuta come Fraggle, è stata osservata mentre trasportava sul dorso il corpo del proprio cucciolo morto. Le immagini, catturate con un drone, mostrano Fraggle che continua a sollevare e sostenere il piccolo con il muso, impedendo che il corpo affondi. Questo comportamento è proseguito per sei giorni, durante i quali anche altri membri del gruppo hanno accompagnato la madre.
Il cucciolo, di circa due settimane di vita, è deceduto per cause ancora sconosciute. È fondamentale distinguere fra l’osservazione del comportamento e le possibili interpretazioni emotive. La madre ha interagito fisicamente con il corpo del piccolo per diversi giorni, un comportamento che in etologia viene classificato come epimeletico. Tuttavia, non è possibile conoscere con certezza le emozioni dell’animale.
### Comportamento epimeletico: azioni di assistenza e cura
Il comportamento di Fraggle rientra in una più ampia categoria di azioni definite epimeletiche, che comprendono l’assistenza e la cura di individui in difficoltà, feriti o deceduti. Nei cetacei, questo fenomeno è stato documentato in diverse occasioni, specialmente quando una femmina trasporta o mantiene vicino a sé il corpo di un cucciolo morto.
Un caso interessante riguarda i tursiopi del Mediterraneo. In uno studio del 2022, sono stati descritti due episodi in cui un adulto, presumibilmente la madre, interagisce con il corpo di un neonato morto, sollevandolo e spingendolo verso il fondo, con la presenza di un altro delfino. Durante queste interazioni sono stati registrati vari tipi di vocalizzazioni, ma il significato di tali comportamenti rimane poco chiaro.
Questi episodi dimostrano che il comportamento epimeletico nei cetacei può manifestarsi in forme diverse, ma sembra condividere un elemento comune: una risposta prolungata nei confronti di un altro individuo, anche in assenza di reazioni.
### Episodi rari ma non isolati: le orche tra gli esempi più noti
L’episodio di Fraggle si inserisce in un contesto più ampio di comportamenti epimeletici tra cetacei, non limitato ai delfini tursiopi, ma presente anche in altre specie. Una revisione scientifica ha raccolto 78 osservazioni in 20 specie di cetacei, evidenziando che spesso i comportamenti involvevano cuccioli.
Uno degli esempi più significativi riguarda un’orca della popolazione Southern Resident Killer Whale, osservata nel 2018 mentre trasportava il corpo del proprio cucciolo per 17 giorni, percorrendo circa 1.600 chilometri. Anche in questo caso, il comportamento è stato interpretato come epimeletico, ma non si può stabilire quale fosse l’esperienza emotiva dell’animale.
Il comportamento epimeletico non concerne solo gli individui morti. In un altro caso documentato, una megattera ha assistito un conspecifico intrappolato in una lenza.
### Complessità sociale e lutto: il limite della nostra comprensione
Questa varietà di comportamenti ha portato a considerare il fenomeno come una risposta ricorrente alla morte nei cetacei sociali. Tuttavia, la sua interpretazione rimane complessa. Non è chiaro se tali comportamenti siano il risultato di un forte attaccamento sociale, di una difficoltà nel riconoscere la morte, o di una combinazione di fattori variabili in base alla specie e al contesto.
Le osservazioni suggeriscono che la morte di un individuo non venga ignorata dal gruppo, ma possa attivare risposte comportamentali articolate e prolungate.
Scene come quella di Fraggle mostrano che cura, legame e perdita non sono esperienze esclusive della nostra specie. Pur non potendo sapere esattamente cosa provasse, è evidente che i cetacei sono capaci di legami sociali complessi e possono manifestare comportamenti articolati di fronte alla morte o alla difficoltà di un altro individuo.
