Guerra tra Ucraina e Russia: attacchi incrociati provocano vittime a Belgorod e Odessa.

Matteo
Di Matteo
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Attacchi russi su Odessa e situazione critica nel Mar Nero

Le recenti offensive russe hanno riacceso il conflitto su più fronti in Ucraina, con un’attenzione particolare su Odessa, Kharkiv e Dnipro. Negli ultimi giorni, gli attacchi hanno causato almeno 13 morti e 90 feriti nel Paese. Odessa, in particolare, è diventata un punto cruciale della battaglia.

I porti della Grande Odessa, comprendenti Odessa, Chornomorsk e Pivdennyi, gestiscono oltre il 90% delle esportazioni di cereali e olio di girasole dell’Ucraina. Gli attacchi russi alle navi civili e alle infrastrutture portuali rievocano il blocco del grano del 2022, che aveva minacciato la sicurezza alimentare globale. A luglio, le autorità ucraine hanno registrato 35 attacchi contro navi in porto, 22 in mare aperto e 67 contro infrastrutture portuali. Il 22 luglio, per la prima volta in quasi tre anni, nessuna nave ha potuto entrare nei porti della Grande Odessa, lasciando le operazioni paralizzate e le compagnie a evitare le rotte ucraine. Un incidente recente ha coinvolto la nave turca Golden Leo, che è stata colpita da missili, causando dieci morti e il successivo affondamento nella baia di Odessa.

Le tensioni tra Mosca e Kiev si intensificano, con l’accusa russa di attacchi alle petroliere della flotta ombra e la risposta di Kiev riguardo alla trasformazione del Mar Nero in una sorta di nuovo Stretto di Hormuz. A seguito di attacchi a navi turche, anche Ankara ha chiesto una moratoria. Le rotte alternative, come il Danubio e i trasporti via ferrovia e strada, non sono sufficienti a coprire i volumi necessari, probabilmente riuscendo a gestire solo metà delle esportazioni, e ciò non avverrà prima della fine di agosto.

Ochakiv, in una posizione strategica nel Mar Nero, è stato un simbolo cruciale della battaglia. Prima del conflitto, erano previsti piani per una base americana nella zona; ora è diventato un punto di lancio per pressioni russe. Mentre i cormorani ritornano sulle spiagge già devastate dalla guerra, la dinamica del conflitto si è ulteriormente spostata verso il mare, coinvolgendo porti e navi mercantili.

Da Belgrado, il presidente ucraino ha richiesto il sistema di difesa Patriot, poiché le opzioni dell’Ucraina contro i missili balistici russi risultano limitate. A luglio, su 195 missili balistici lanciati, solo 29 sono stati intercettati, e il 5 agosto non ne è stato abbattuto neanche uno. Attualmente, Kiev ha ricevuto solo un terzo degli intercettori rispetto allo stesso periodo del 2022, e gli impegni di consegna degli Stati Uniti potrebbero non bastare. L’Ucraina continua a difendersi dove può e a colpire in profondità le linee russe. Il leader di Kiev ha accennato a missili balistici di produzione ucraina che potrebbero colpire la Russia in autunno.

Tuttavia, questo scenario solleva preoccupazioni, poiché mentre Kiev cerca di estendere il conflitto, la Russia continua a bombardare città, porti e depositi umanitari. Un drone irrecuperabile in Romania segnala che il Mar Nero è diventato un teatro di crisi regionale potenzialmente in espansione.

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