Soldati americani feriti in base in Giordania; Pasdaran annuncia la chiusura totale di Hormuz.

Matteo
Di Matteo
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IL PUNTO – Medio Oriente in fiamme: Trump espande i raid in Iran, Teheran attacca le basi Usa nel Golfo

La guerra in Medio Oriente ha raggiunto un livello di tensione senza precedenti dal crollo della tregua siglata a giugno. Gli Stati Uniti hanno avviato la settima notte consecutiva di attacchi sul territorio iraniano. Con l’approvazione del presidente Trump, il Centcom ha esteso la campagna militare, colpendo non solo depositi e siti radar, ma anche obiettivi infrastrutturali cruciali nel sud dell’Iran.

In risposta, la Repubblica Islamica ha sferrato un attacco diretto contro le installazioni militari americane nei Paesi alleati, escludendo ogni possibilità di mediazione diplomatica.

La mappa dei raid e delle ritorsioni

Le forze americane hanno colpito la costa meridionale dell’Iran, causando forti esplosioni a Sirik e Bandar Abbas. I bombardamenti hanno interessato vari obiettivi strategici, tra cui:

  • Lo scalo aeroportuale di Iranshahr, una stazione ferroviaria e due ponti, con un bilancio di almeno 8 vittime e 20 feriti.
  • Una torre di telecomunicazioni a Bandar Abbas e una torre di controllo marittimo a Chabahar.
  • Le infrastrutture elettriche regionali, costringendo il regime a chiedere alla popolazione di limitare l’uso dei condizionatori in un periodo di intensa calura.

I Pasdaran hanno risposto attaccando basi, caccia e sistemi radar statunitensi in cinque nazioni:

  • Kuwait: Danneggiata una centrale elettrica e di desalinizzazione; diversi soldati feriti.
  • Qatar: Attacco alla base aerea di Al-Udeid, con intercettazioni di missili e feriti tra i civili.
  • Giordania e Bahrein: Colpiti velivoli e elicotteri statunitensi.
  • Oman e Siria: Rivendicati attacchi a siti radar e alla base di Al-Tanf, con smentite da parte di Damasco.

Dalla ripresa delle ostilità, il ministero della Salute iraniano ha comunicato un bilancio tragico di almeno 38 morti e oltre 400 feriti.

La mossa di Trump e il blocco dei mari

Il conflitto potrebbe allargarsi a livello internazionale. Fonti diplomatiche segnalano che l’amministrazione Trump ha informato Israele dell’invio di decine di aerei cisterna per il rifornimento in volo, preparandosi a un possibile coinvolgimento diretto di Israele o a un’intensificazione dei bombardamenti a lungo raggio. Le forze israeliane continuano a mantenere aperti altri fronti, colpendo Hezbollah in Libano e bombardando la striscia di Gaza, dove un attacco ha causato almeno 8 vittime palestinesi.

Sul piano commerciale, l’economia globale è in allerta per la sicurezza delle rotte marittime:

  • Stretto di Hormuz: Il transito navale è drasticamente ridotto. La Marina statunitense ha imposto un blocco navale rigoroso, con un’operazione di abbordaggio su una petroliera carica di carburante iraniano.
  • Stretto di Bab el-Mandeb: Preoccupazione espressa dal ministro degli Esteri russo per le minacce degli Houthi nel Mar Rosso, mentre è stata confermata un’operazione illegale contro un’imbarcazione nel Golfo di Aden.
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