Una moria di mitili ha colpito gli allevamenti dell’Emilia-Romagna, causata dalle alte temperature e dalle condizioni critiche degli habitat marini. Associazioni del settore, tra cui Agci Emilia-Romagna, Confcooperative Agroalimentare e Pesca Emilia-Romagna, e Legacoop Emilia-Romagna, hanno raccolto segnalazioni dalle imprese coinvolte. La Regione ha avviato un’indagine per valutare l’entità dei danni e delle perdite di produzione, nonché per esplorare possibili strumenti di sostegno.
Le associazioni hanno segnalato la situazione alle autorità regionali, che si sono subito attivate per ottenere un quadro preciso del fenomeno e delle sue conseguenze sulle produzioni. Gli uffici competenti hanno fornito indicazioni necessarie ai richiedenti, collaborando con l’azienda sanitaria locale per accertare le cause e quantificare i danni, al fine di poter successivamente attivare misure straordinarie. L’assessore regionale all’Agricoltura e alla Pesca ha sottolineato l’importanza di completare rapidamente la ricognizione per disporre di tutti gli elementi utili per valutare le azioni da intraprendere.
Questo episodio si inserisce in un contesto già difficile per la mitilicoltura regionale, che negli ultimi tre anni ha affrontato una serie di eventi eccezionali e problematiche ambientali. Questi fattori hanno influito sulla produzione e sulla redditività, rendendo sempre più complessa la gestione delle emergenze nel comparto della pesca e dell’acquacoltura.
Le imprese del settore hanno già dovuto fronteggiare diverse sfide, dalla proliferazione del granchio blu, che ha avuto un impatto significativo sulla molluschicoltura, ai fenomeni di mucillagine e anossia. L’attuale crisi, alimentata dall’innalzamento delle temperature, minaccia nuovamente la produzione e la sostenibilità economica delle aziende, mettendo a rischio la loro capacità di pianificare investimenti e mantenere posti di lavoro. Pertanto, sulla base delle risultanze dell’indagine, verranno valutate tutte le possibili misure di intervento. La Regione continuerà a mantenere un dialogo diretto con le associazioni e le imprese, come già avvenuto in passato in caso di emergenze nel settore.
