Dalla rovina alla rinascita: il casolare sui colli riminesi apre al pubblico

Redazione

Immagine a scopo illustrativo. Foto di repertorio o immagine generata mediante intelligenza artificiale.


Un casolare sulle colline riminesi è stato riportato a nuova vita dopo anni di abbandono. Circondato da oltre 3.000 ulivi, un vigneto e un orto che riforniscono direttamente la cucina, La Pedrosa è un agriturismo che offre tre camere, una piscina a sfioro e un ristorante gestito dallo chef Francesco Montemurro, classe 1984, che vanta esperienze in cucine stellate Michelin.

Il casolare, recuperato e restaurato, è di proprietà della famiglia Magnani da generazioni. Qui hanno lavorato la terra i nonni e i bisnonni, e Novario Magnani, nato in questa dimora, è tornato dopo oltre cinquant’anni, trovando l’edificio in uno stato di degrado. Con pazienza, ha iniziato a restaurarlo, ricostruendo murature, giardini, piscina e aree verdi. I suoi figli, che hanno seguito da vicino questo percorso, ora portano avanti il progetto.

L’ospitalità de La Pedrosa si integra armoniosamente con la proposta gastronomica, fondata su un desiderio di comunità e familiarità. La proprietà ha voluto condividere una storia unica, invitando gli ospiti a far parte di un luogo a loro caro e a diventare parte del loro “album di famiglia”.

La proposta gastronomica valorizza il territorio. Francesco Montemurro, originario di Cattolica, ha iniziato la sua carriera nelle cucine della Riviera romagnola prima di completare gli studi in un istituto alberghiero. Ha poi lavorato al Ristorante Righi di San Marino e successivamente al Piastrino di Riccardo Agostini, un ristorante con una stella Michelin. Il suo percorso prosegue al Dolomieu del DV Chalet Boutique Hotel & Spa di Madonna di Campiglio, anche questo stellato, al fianco di Enrico Croatti. Prima di approdare a La Pedrosa, Montemurro è stato sous chef di Stefano Ciotti al Nostrano di Pesaro.

Montemurro ha instaurato subito una profonda intesa con la famiglia Magnani, basata su valori condivisi e un approccio all’ospitalità incentrato sulla cura del cliente e sul desiderio di far star bene le persone.

Il ristorante offre un menù di cinque portate con tre diverse possibilità di degustazione. Gli ospiti possono scegliere tra un percorso di cinque portate in varie combinazioni o una degustazione più elaborata di sette portate, disponibile ogni sera.

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