Il progetto per il terzo casello autostradale di Rimini, destinato a servire il quartiere fieristico, continua a essere un tema complesso e irrisolto. Fino ad oggi non è stato formalizzato alcun accordo tra il Comune, il Ministero delle Infrastrutture e Autostrade per l’Italia per avviare uno studio di fattibilità che definisca ubicazione, progettazione, costi e realizzazione dell’opera.
Durante una recentissima discussione in consiglio comunale, il consigliere di Fratelli d’Italia, Nicola Marcello, ha sollevato la questione, evidenziando la mancanza di atti ufficiali che diano avvio all’iter necessario. Marcello ha notato come, nonostante le aspettative suscitate negli ultimi mesi, non sia stato formalizzato l’incarico per uno studio di fattibilità. Ha sottolineato l’illusione creata negli ultimi tempi riguardo all’imminenza del progetto.
Attualmente, non risulta alcun documento firmato dagli enti competenti che affidi ad Autostrade per l’Italia uno studio di fattibilità per l’opera. Marcello ha espresso la necessità di un cambiamento di approccio, sottolineando che ha già presentato una proposta in Regione per portare avanti l’iter del terzo casello.
Dalla parte opposta, l’assessore ai Lavori pubblici, Mattia Morolli, ha evidenziato la responsabilità del governo e di Autostrade per l’Italia nel ritardo del progetto. Ha ricordato che durante il Meeting 2025 è stata presentata al ministro Matteo Salvini una proposta progettuale, con un assenso di massima da parte del ministro, che si era impegnato ad approfondire il tema. Tuttavia, stando a Morolli, non sono seguiti sviluppi significativi da allora.
L’assessore ha inoltre criticato il governo per la mancanza di azioni concrete e di risorse, accusando il centrodestra di non fare di fatto pressioni per avanzare il progetto. Morolli ha inoltre segnalato le divergenze all’interno del centrodestra riguardo all’ubicazione del casello, definendo tali posizioni come tentativi di guadagnare tempo.
Marcello ha risposto agli attacchi di Morolli, considerandoli inadeguati rispetto alla serietà della questione. Ha ribadito che la responsabilità va oltre il semplice finanziamento e richiede una progettazione concreta, chiedendo all’amministrazione di avviare uno studio di fattibilità e condividerlo con gli enti e i cittadini, piuttosto che giustificarsi con la mancanza di fondi.