Associazioni e medici hanno presentato un progetto di legge sulla celiachia in Emilia-Romagna, illustrato nelle commissioni sanità e politiche economiche dell’assemblea legislativa. La proposta, presentata dal Partito Democratico, mira a garantire un accesso equo alle prestazioni sanitarie e alla sicurezza alimentare, a ottimizzare i percorsi diagnostico-terapeutici e a investire in inclusione sociale e formazione degli operatori.
Le commissioni sono presiedute da Gian Carlo Muzzarelli e Luca Quintavalla. Muzzarelli ha sottolineato l’importanza di questo progetto, evidenziando che, sebbene in Emilia-Romagna si parli di circa 23mila persone celiache, il numero reale sarebbe quasi il doppio. La proposta è essenziale per garantire l’equità nell’accesso a servizi sanitari e farmaceutici.
Lodovico Albasi, relatore di maggioranza, ha spiegato che il progetto deriva dall’ascolto delle esigenze di persone celiache e delle loro famiglie. L’introduzione di normative innovative, come l’interoperabilità del sistema informatizzato per la distribuzione di alimenti senza glutine, è fondamentale per garantire servizi accessibili e inclusivi.
Tommaso Fiazza, relatore di minoranza, ha definito la legge come storica per la Regione, sottolineando che il confronto con altre regioni, come la Lombardia, potrebbe portare a miglioramenti. Ha inoltre posto l’accento sulla necessità di sostenere i negozi e di garantire tempi rapidi nei pagamenti da parte della Regione.
In parallelo al testo del Pd, è stata presentata una proposta di Fratelli d’Italia, firmata da Nicola Marcello, che intende garantire la portabilità del credito mensile derivante dai buoni per l’acquisto di prodotti senza glutine anche al di fuori del territorio regionale.
Le associazioni e i medici coinvolti nel progetto hanno espresso opinioni concordi. Umberto Volta, coordinatore dell’Associazione italiana celiachia per l’Emilia-Romagna, ha evidenziato l’importanza della formazione e della creazione di un registro simile a quello della Toscana, che raccoglie dati su diagnosi e complicanze.
Simonetta Mastromauro ha sottolineato la necessità di un corso di formazione obbligatorio per i ristoratori e di incentivi per migliorare la preparazione delle cucine. Ha richiesto anche l’inserimento di menù senza glutine nelle mense scolastiche e in altre strutture pubbliche.
Barbara Moinelli, dell’Associazione italiana celiachia, ha rimarcato che il focus deve rimanere sulla qualità della vita delle persone celiache, promuovendo l’inclusione sociale e sanitaria come priorità.
Patrizia Alvisi, direttrice di gastroenterologia pediatrica dell’ospedale Maggiore di Bologna, ha insistito sulla necessità di migliorare le diagnosi attraverso screening pediatrici e registri aggiornati. La formazione dei medici, in particolare pediatri, è cruciale per garantire un supporto efficace.
Laura Morisi, coordinatrice di dietetica per Ausl Bologna, ha fatto notare che molte opzioni alimentari sono spesso escluse dai menù a causa della mancanza di materie prime, e ha suggerito di potenziare la capacità di assistenza per rispondere a queste esigenze.
Fabio Ramaroli, presidente dell’Associazione italiana negozi celiachia, ha posto l’accento sulla necessità di garantire la trasparenza nella spesa sanitaria e sull’importanza di un intervento centralizzato per facilitare l’assistenza ai celiaci in tutta Italia.
Nicola Marcello, di Fratelli d’Italia, ha evidenziato come la diagnosi di celiachia possa avere un impatto significativo sulle famiglie e ha insistito sulla necessità di supporto psicologico. Francesco Sassone ha condiviso esperienze personali, sottolineando l’importanza di garantire un’inclusione adeguata per i giovani celiaci.
Giovanni Gordini, dei Civici, ha ribadito l’importanza di creare un registro per migliorare i servizi sanitari. Inoltre, la commissione sanità ha approvato un progetto di legge bipartisan per la prevenzione e la gestione dell’arresto cardiaco extraospedaliero, che passerà ora all’esame dell’aula.