La Regione Emilia-Romagna esprime un giudizio positivo sui direttori generali delle proprie aziende sanitarie, assegnando loro quasi il massimo dei premi di risultato. Tuttavia, permangono numerosi problemi nel sistema sanitario regionale. Tra questi, si evidenziano liste d’attesa con tempi inaccettabili, carenze di personale e servizi e bilanci aziendali sottoposti a critiche dalla Corte dei conti, ripianati con una crescente pressione fiscale sui cittadini.
Pietro Vignali, capogruppo di Forza Italia nell’Assemblea legislativa regionale, ha commentato le valutazioni sulla performance 2025 dei vertici delle aziende sanitarie. Nei primi giorni di agosto, la Giunta regionale ha reso noti gli esiti di queste valutazioni, con percentuali assegnate che variano dall’87% al 92%. Non si registra alcuna insufficienza: tutti i direttori generali sono stati promossi con valutazioni elevate, corrispondenti a premi quasi massimi. Per esempio, la performance dell’Azienda Usl della Romagna è stata valutata al 91%.
Vignali ha sostenuto che questa valutazione appare distante dalla realtà quotidiana dei cittadini. In tutte le province continuano a verificarsi tempi d’attesa insostenibili e difficoltà nell’accesso a visite, esami diagnostici e interventi chirurgici. Molte famiglie sono costrette a ricorrere a prestazioni private per ricevere cure in tempi ragionevoli o a rinunciare ad esse. A ciò si aggiungono carenze di personale sanitario e scelte organizzative discutibili, come la riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza, che non hanno prodotto i risultati attesi. Per sostenere un sistema sanitario in evidente difficoltà, la Regione ha aumentato l’addizionale Irpef, introdotto un ticket sui farmaci e incrementato l’Irap e il bollo auto. Così, se i bilanci non tornano, a farne le spese sono cittadini, famiglie e imprese, mentre i vertici delle aziende sanitarie ottengono valutazioni eccellenti.
Particolare attenzione è stata rivolta all’Ausl Romagna, il cui direttore generale ha ricevuto una valutazione del 91%. Tuttavia, è difficile conciliare questo giudizio con le criticità emerse nella gestione economico-finanziaria recente. Inoltre, la delibera regionale pubblica solo il voto finale per ciascuna azienda, senza fornire dettagli sui risultati che giustifichino percentuali così elevate o sui premi effettivamente erogati. A tal fine, Vignali ha presentato un’interrogazione per richiedere la pubblicazione delle schede analitiche di valutazione.
In conclusione, Vignali ha affermato che non è più sostenibile descrivere una sanità perfetta mentre i cittadini devono affrontare lunghe attese per le cure, pagano tasse maggiori e affrontano nuovi ticket. Ha esortato la Regione a rivedere il modo di valutare il servizio sanitario, ponendo al centro le esigenze dei pazienti e dei contribuenti.
