Da Milano a Bologna, passando per la Romagna, si registrano nelle chat degli studenti un incremento di screenshot e messaggi vocali che segnalano violenze e disordini nei pressi delle scuole. Rimini è una delle città menzionate. Un acceso scambio su WhatsApp e Telegram genera un susseguirsi di minacce e notizie non verificate. Nel Riminese, si mantiene una vigilanza attenta, ma è fondamentale differenziare gli allarmi diffusi in rete dalle informazioni verificate: il semplice circolare di un messaggio non attesta l’esistenza di azioni realmente organizzate.
Interviene il sindaco Jamil Sadegholvaad, il quale fa un bilancio sulle misure recentemente adottate: la situazione monitorata dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica è sotto attenta sorveglianza da parte delle forze dell’ordine di Rimini, che hanno intensificato i servizi di vigilanza intorno alle scuole. L’attenzione è rivolta in particolare agli istituti riminesi, con un occhio di riguardo per eventuali ripercussioni sul resto della provincia. L’intento è prevenire possibili episodi, evitando di alimentare inutili allarmismi.
Il tema è particolarmente sentito a Forlì, dove circola una locandina della “Protesta Generation Z Forlì”, che riporta iniziative previste dal 24 al 30 ottobre. Contestualmente, messaggi e audio incitano a “spaccare tutto”, rimandando agli eventi di Milano e Bologna. Martedì, la polizia ha denunciato per istigazione a delinquere una quindicenne di Bologna, sospettata di aver diffuso un messaggio che incitava a devastare la città e saccheggiare negozi. Sono in corso accertamenti su altri giovani. Al termine delle lezioni delle scuole superiori, sono stati intensificati i controlli, anche presso le fermate degli autobus: nonostante il lancio di alcuni petardi, la mattinata è trascorsa senza incidenti.
A Cesena, la tensione si manifesta nelle chat, con la comparsa di gruppi contenenti messaggi violenti e presunti elenchi di ragazze nel mirino. Lunedì, cinque minorenni sono stati denunciati in seguito a un episodio che ha coinvolto petardi e fumogeni nel parco delle Vigne. Il sindaco Enzo Lattuca ha affermato che la frustrazione dei giovani non può tradursi in caos e violenza.
Particolarmente preoccupante è la diffusione, in particolare a Forlì, di presunti elenchi di ragazze da aggredire sessualmente e di video riproposti come attuali, nonostante riguardino episodi accaduti in contesti diversi e in anni passati. Tali contenuti amplificano la paura tra i giovani e non devono essere confusi con segnalazioni verificate. Questo è il confine da delimitare anche a Rimini e nei comuni limitrofi: alta attenzione attorno alle scuole, con controlli affidati alle forze dell’ordine e cautela prima di diffondere messaggi che possano trasformarsi in un allarme collettivo.