Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di voler “mettere fine molto rapidamente” alla guerra con l’Iran, affermando che “adesso devo solo portare a termine, cosa che farò molto rapidamente”. Il presidente ha parlato della sconfitta degli iraniani in un intervento in Ohio. Nel frattempo, JD Vance ha contattato il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniana, Mohsen Rezaei, per tentare di riavviare i negoziati.
Inoltre, l’esercito americano sta trasferendo una batteria di missili Patriot dal Texas per rafforzare le difese aeree e sta spostando truppe da basi vulnerabili a potenziali attacchi iraniani. La Casa Bianca ha comunque ribadito che non commenterà su “piani militari sensibili” e ha sottolineato che Trump mantiene tutte le opzioni disponibili per garantire che l’Iran non ottenga mai armi nucleari.
Tre persone, tra cui presidi di scuole, sono state arrestate in Israele con l’accusa di brogli elettorali. L’indagine condotta dalla polizia non è collegata a sospette interferenze estere nelle elezioni, che sono sotto l’attenzione dello Shin Bet, l’intelligence interna del Paese.
Il contesto politico in Israele rimane teso, con il premier Benjamin Netanyahu che potrebbe sfruttare lo stallo creatosi dalle recenti elezioni per condurre un’azione contro l’Iran. Alcuni esperti ritengono che Netanyahu non avrà restrizioni nel procedere con eventuali operazioni, anche prima della formazione di un nuovo governo.
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha chiesto un’indagine seria sulle interferenze elettorali, pur sottolineando l’importanza di non screditare l’intera comunità araba che ha partecipato alle elezioni.
Intanto, il Likud sta preparando un ricorso per annullare i risultati in seggi dove sono emersi sospetti di corruzione. Gadi Eisenkot ha accusato Netanyahu di tentare di ritardare la proclamazione dei risultati ufficiali delle elezioni.
La situazione internazionale è stressata, con il vicepresidente americano J.D. Vance che ha comunicato che i negoziati con l’Iran devono includere la questione nucleare, mentre l’Unione Europea prevede di rilasciare oltre 42 milioni di barili di petrolio sul mercato per affrontare le sfide attuali.
Il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, ha espresso scetticismo su una missione di pace imminente nello Stretto di Hormuz, avvertendo che le tensioni persisteranno.