Sono stati presentati in anteprima alla Festa del Cinema di Roma i primi due episodi di “Cagnàz”, una serie diretta da Alessandro Roia, girata a Rimini e nelle aree circostanti, che debutterà sulle reti Rai il prossimo anno. Il progetto offre una nuova prospettiva sulla città, come ha sottolineato l’assessore Michele Lari, presente alla proiezione. Il genere noir serve a mettere in luce i luoghi familiari, trasformandoli in spazi di indagine pieni di storie e opportunità, mantenendo la loro riconoscibilità mentre si allontanano dagli stereotipi.
La serie, scritta da Carlo Lucarelli e Gianpiero Rigosi, è una produzione Garbo, sotto la direzione di Maite Carpio, e Rai Fiction, con il supporto dell’Emilia-Romagna Film Commission. È un crime caratterizzato da elementi divertenti e sorprendenti, che segue un’inedita coppia di protagonisti: Marco Cagnani, noto come Cagnàz, un anarchico romagnolo, e Roberto Ossani, un milanese più disciplinato. L’intesa tra Guido Caprino ed Eugenio Franceschini rende la serie vivace e leggera, sostenuta da un cast corale affiatato. Il montaggio è rapido e il linguaggio di tipo cinematografico conferisce al crime un tono ironico e non convenzionale.
L’assessore Lari ha espresso gratitudine a Maite Carpio, a Rai Fiction e all’Emilia-Romagna Film Commission per aver scelto Rimini come sfondo narrativo. Ha riservato un ringraziamento speciale a Alessandro Roia, Guido Caprino e a tutto il cast, in attesa del debutto della serie e della possibilità di una seconda stagione.
Sabato, la Festa del Cinema di Roma ha ospitato anche l’anteprima di “Ultimo Fellini”, un film di Gianluigi Attorre che esplora l’ultimo decennio della vita e del lavoro del celebre regista riminese, attraverso interviste e materiali d’archivio. Tra i protagonisti si trova Fiammetta Profili, l’ultima assistente di Fellini, che, superando la sua nota riservatezza, condivide ricordi intimi. Tra questi, è stata mostrata una copia dell’I Ching, libro della tradizione cinese a cui il regista si rivolgeva frequentemente.
Vincenzo Mollica conferisce al film un’atmosfera particolarmente intima. I materiali in parte inediti del suo archivio rivelano l’amicizia e la complicità con Fellini, esprimendo l’ironia e l’affetto profondo tra i due. La sensibilità e generosità che ha caratterizzato Mollica lo rendono uno dei collaboratori più vicini al regista. Il pubblico presente ha riservato due ovazioni a Mollica, con un’accoglienza particolarmente calorosa alla fine della proiezione.
Il film, previsto in uscita l’anno prossimo, approfondisce anche i progetti non realizzati da Fellini, come “Il viaggio di G. Mastorna” e “Viaggio a Tulum”, tornati alla vita grazie ai disegni di Milo Manara. Insieme a Martin Scorsese, il film analizza un progetto dedicato alla professione di attore, conservato in vari schizzi presso il Museo, e il tentativo di esportare “La voce della luna” negli Stati Uniti, legato a un bozzetto di locandina realizzato da Luigi Serafini, originariamente destinato al lancio americano del film, poi non avvenuto. Serafini riceverà il premio “Un Felliniano nel mondo” all’Amarcort Film Festival il 24 novembre e offrirà il bozzetto al Fellini Museum del Comune di Rimini.