Nonna Maria Ranieri ha celebrato ieri il suo centesimo compleanno, nata a Rimini il 30 ottobre 1926. La festa si è svolta in un ristorante di Marina Centro, dove è avvenuto il tradizionale taglio della torta e il brindisi. A farle visita, a nome del sindaco e della giunta comunale, è stato l’assessore Mattia Morolli, che le ha consegnato un omaggio floreale e un biglietto d’auguri con le congratulazioni dell’amministrazione. Raggiungere un secolo di vita è un traguardo raro, e nel caso di Maria, questo è accompagnato da un’energia e una lucidità che sorprendono chi le sta attorno.
Maria è una donna molto attiva, appassionata di burraco e dotata di una memoria eccezionale, capace di ricordare persone ed eventi con grande dettaglio. Si muove in autonomia per le attività quotidiane, come andare dal parrucchiere o pranzare dalla figlia. In passato, guidava la sua auto e percorreva da sola le quattro ore di autostrada per raggiungere San Vito di Cadore, località montana dove ha trascorso le estati da pensionata. Questo ricordo di autonomia e orgoglio è uno dei suoi racconti preferiti.
La celebrazione ha anche evocato un momento significativo della sua storia familiare legato agli eventi della Seconda guerra mondiale. Durante quel periodo, Mario, il giovane soldato che sarebbe diventato suo marito, era impegnato a Rimini per i pattugliamenti notturni. Durante un’uscita, incontrò Dante, il fratello di Maria, che era partigiano insieme al padre, e alcuni suoi amici. Invece di arrestarli, Mario decise di riaccompagnarli a casa. Questo gesto di umanità gli valse un invito a cena, dove conobbe Maria. Da quel momento nacque una storia d’amore che li unì fino al 1995, anno della morte di Mario.
La famiglia custodisce con affetto questo episodio, poiché testimonia come anche nei momenti più difficili un atto di umanità possa segnare il destino di una vita. I cento anni di Maria rappresentano, quindi, non solo un traguardo anagrafico ma anche un racconto di un secolo di ricordi e trasformazioni.