Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Nicola Marcello ha presentato una risoluzione all’assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, richiedendo alla giunta di istituire un fondo regionale sperimentale per l’accoglienza linguistica degli alunni neoarrivati in Italia e delle loro famiglie.
La conoscenza della lingua italiana è fondamentale per l’integrazione e per il diritto allo studio. Il Governo ha scelto di focalizzarsi su questo aspetto introducendo docenti specializzati nell’insegnamento dell’italiano come seconda lingua, con 67 posti previsti in Emilia-Romagna per il 2026/2027. Inoltre, è stata stabilita per legge una soglia del 30% di alunni stranieri nelle classi prime, in assenza di un percorso scolastico pregresso in Italia, e sono previsti corsi gratuiti per i genitori con difficoltà linguistiche. La Regione è chiamata a fare la propria parte.
Nel 2023/2024, le scuole statali dell’Emilia-Romagna hanno registrato 103.630 alunni con cittadinanza non italiana, pari al 19,68% del totale. I tassi variano dal 26,61% di Piacenza al 15,81% di Rimini. La dispersione scolastica tra gli studenti stranieri supera il 30%, rispetto al 9,8% tra gli studenti italiani.
Intervenire rapidamente sulla lingua è cruciale per prevenire l’abbandono scolastico. Tuttavia, gli attuali strumenti regionali sono orientati prevalentemente verso gli adulti, senza fornire misure dirette per le scuole. Il secondo invito Fse+ per i giovani stranieri, deliberato con oltre 1,2 milioni di euro, ha escluso i capoluoghi e non ha finanziato alcun comune della provincia di Rimini.
La risoluzione propone un fondo dedicato alle scuole del primo ciclo e del biennio dell’obbligo, articolato in due linee d’intervento: una dedicata agli alunni, con laboratori intensivi di lingua italiana L2, materiali didattici e formazione dei docenti; l’altra a sostegno delle famiglie, con mediazione linguistico-culturale e orientamento sulle modalità di funzionamento della scuola. Questo fondo dovrebbe integrarsi con le norme nazionali e le risorse Fse+ e Fami, basandosi su criteri di reale necessità.
Tra le richieste vi è il sostegno a comuni, servizi sociali e Cpia (Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti) nei corsi di italiano per i genitori, la valutazione di forme di aiuto per il trasporto scolastico e la stipula di un protocollo con l’Ufficio Scolastico Regionale per la mappatura annuale degli alunni neoarrivati. È prevista una relazione annuale in Commissione sugli esiti degli interventi.
La proposta non mira a sovrapposizioni, ma a una corretta complementarità. È cruciale che la giunta intervenga rapidamente, evitando di lasciare indietro territori come Rimini.